1982-2007 - Famiglie Rog e LAVR festeggiano 25 anni di cammino PDF Stampa E-mail
Scritto da Heriniaina Rakotoarisoa Eugene   
Thursday 23 August 2007

Per l’occasione il Superiore Generale ha inviato alle due Associazioni Rogazioniste una lettera di felicitazioni e auguri.

 Roma,  22 agosto 2007

                                                            Alle Famiglie Rog

                                                           Ai LAVR

 
Carissimi, 

                nella lieta ricorrenza del 25° di fondazione delle vostre Associazioni,  desidero farvi pervenire la mia partecipazione con le più calorose felicitazioni per il traguardo che avete raggiunto, unite ad un augurio cordiale per il proseguimento con rinnovato slancio dell’avventura rogazionista che avete intrapreso.

Il primo sentimento che condivido con voi in questa occasione è quello del rendimento di grazie al Signore che ha arricchito la Famiglia del Rogate della vostra preziosa presenza.  

Nel cammino di diffusione del carisma di Padre Annibale nella Chiesa, l’anno 1982 assume certamente una rilevanza particolare proprio perchè segna l’inizio della vostra esperienza associativa laicale rogazionista.

Nell’aprile di quell’anno, durante un pellegrinaggio in Terra Santa, i giovani coniugi Anna e Michele Giaracuni, ispirati e guidati dal confratello  P. Nicola Bollino, concretizzano un percorso formativo maturato negli anni ed emettono nella basilica del Santo Sepolcro le promesse di praticare i consigli evangelici, secondo il loro stato matrimoniale, e di “zelare” il comando del Rogate. L’esperienza spirituale che così aveva inizio fu presto comunicata ad altre coppie che scoprirono la bellezza e la fecondità di una vocazione rogazionista sviluppata nella fondamentale vocazione battesimale e nel matrimonio. Nascevano così le Famiglie Rog che, da Bari, si diffusero ben presto in Italia e in Brasile.

Contestualmente a Napoli alcuni giovani cominciarono ad affiancare in forma organizzata l’attività di promozione vocazionale del locale seminario rogazionista, animati e guidati da P. Antonio Di Tuoro. Il gruppo vocazionale che si costituì e che prese il nome LAVR, (acronimo di Laici Animatori Vocazionali Rogazionisti) assunse l’impegno di diffondere la spiritualità rogazionista nella Chiesa locale vivendo la propria vita come vocazione, collaborando nella pastorale vocazionale e nelle opere di carità. Da Napoli l’esperienza si è presto allargata con la guida di P. Angelo Sardone a Messina e in altre località del sud Italia caratterizzandosi in consolidate iniziative di pastorale giovanile e vocazionale, facendo maturare anche per le nostre Congregazioni significative risposte vocazionali ed interagendo con analoghe esperienze giovanili. 

Per ambedue le esperienze il desiderio di crescere e diffondersi si è concretizzato negli spazi specificamente formativi, che costituiscono lodevolmente l’asse portante delle vostre Associazioni, e in variegate forme di collaborazione nell’apostolato rogazionista sia nella pastorale vocazionale come in quella della carità.

            Si è trattato di un percorso non privo di difficoltà che vi ha condotto giorno dopo giorno ad acquisire una sempre più distinta identità laicale rogazionista e un conseguente senso di appartenenza alla più grande Famiglia del Rogate.

            In particolare, mi sembra che le intuizioni che hanno dato origine alle vostre Associazioni hanno introdotto il nostro carisma, con la sua peculiare ricchezza di spiritualità e di dinamismo apostolico, nel mondo laicale caratterizzandosi e specificandosi in due aree fondamentali e strategiche per la pastorale della Chiesa di oggi, quali il mondo giovanile e la famiglia.

Il cammino che avete compiuto in questi 25 anni, alla scuola di Padre Annibale e alla luce del carisma di cui Egli si è fatto araldo nella Chiesa, vi hanno fatto certamente intuire, scoprire e vivere dimensioni “rogazioniste” proprie della vocazione laicale nella specificità delle vostre scelte di vita. Credo che queste dimensioni (enucleate per altro nei vostri Statuti), che andranno sempre meglio pensate ed espresse, corrispondano a quegli “inattesi e fecondi approfondimenti” del carisma che sono, secondo l’esortazione apostolica Vita Consecrata (55), tra i frutti  della profetica condivisione con i laici.  

  Coerentemente a questa linea avete offerto in questi anni poi, insieme alle altre Associazioni rogazioniste, il vostro qualificato contributo nell’UAR partecipando attivamente alla promozione di un itinerario condiviso nell’onerosa e promettente incombenza di ricercare ed esprimere i “sentieri laicali” del carisma in vista della definizione di un progetto unitario del Laicato rogazionista. 

Rinnovo, pertanto, in occasione del vostro Giubileo, l’apprezzamento per l’importante impegno che esprimete, e desidero nello stesso tempo confermare da parte di tutti i Confratelli interesse, attenzione e partecipazione per il vostro cammino.  Nel vivere all’interno della nostra famiglia spirituale la ricchezza delle prerogative della Chiesa-comunione siamo convinti, come abbiamo espresso più volte nei ultimi Capitoli generali, che l’incontro con le vocazioni laicali che abbracciano lo stesso carisma si risolve non solo in una maggiore efficacia apostolica ma anche in una crescita reciproca.   

Rendo, pertanto insieme con voi, lode al Signore che ci fa crescere nella condivisione del dono dello Spirito che tutti abbiamo ricevuto attraverso il nostro santo Fondatore. 

            In secondo luogo desidero volgere lo sguardo con voi al futuro che attende le vostre Associazioni. Certamente, durante questo anno giubilare, state vivendo nelle diverse sedi locali appuntamenti nei quali, facendo memoria del tratto di strada percorso, si compiono verifiche, si tracciano percorsi e si propongono prospettive di impegno e di presenza all’interno della Famiglia del Rogate come nella società civile  e nella Chiesa locale.

Occorre guardare al futuro con un atteggiamento di fiducia e di speranza. La speranza cristiana, difatti, trova la sua forma nell’abbandono fiducioso e costante nel Signore Gesù, padrone della messe. La precarietà e la limitatezza delle nostre forze ci fa riscoprire di essere ancora nella fase evangelica del seme e del lievito (cfr. Mt 13, 31-33) che, riconoscendo in sé una misteriosa potenzialità, vuole crescere e svilupparsi. Questo, lo capiamo bene, sarà frutto di un comune impegno, quello vostro, come Associazioni che si propongono con una intensa e fattiva dinamica di gruppo e una vivacità apostolica e quello nostro, come Comunità religiose che intendono essere concretamente “qualificati punti di riferimento e centri di promozione delle associazioni laicali rogazioniste, accompagnandole nella crescita con carità spirituale e coinvolgendole nella loro azione apostolica” (X Capitolo generale, Apostoli del Rogate, 43). Sarà frutto, infine, soprattutto della grazia di Dio e dell’assistenza generatrice dello Spirito che vogliamo con insistenza invocare.

 Momento di speciale intensità assume oggi, 22 agosto, la partecipazione all’udienza del Santo Padre Benedetto XVI. Nelle parole che il Papa vi ha rivolto:Cari amici, continuate con gioia e generosità nel vostro impegno in favore delle vocazioni di speciale consacrazione, secondo l’esempio e gli insegnamenti di sant’Annibale Maria Di Francia” e nella sua benedizione apostolica, che accogliete con lo spirito di fede di Padre Annibale, ritroviamo la certezza della bontà del cammino che stiamo percorrendo da buoni operai della messe per la realizzazione del Regno di Dio.

 
            Questo augurio vi rivolgo con grande affetto a nome di tutti i Rogazionisti, per un cammino sempre maggiormente benedetto dai Divini Superiori e sostenuto dalla intercessione del nostro Fondatore, sant’Annibale Maria Di Francia.

          
P. Giorgio Nalin, R.C.J.

Sup. Gen.

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Ultimo aggiornamento ( Monday 27 August 2007 )
 
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