|
Carissimi Confratelli,
Con il tempo liturgico dell’Avvento ci apprestiamo a vivere il Natale del Signore che ogni anno ci raggiunge nello stupore del mistero che si rinnova costantemente per noi e ci coinvolge nell’ascolto della Parola e nella celebrazione della Liturgia.
Come ho fatto altre volte, vorrei cogliere l’occasione della lettera augurale di Natale per condividere con voi, alla scadenza temporale dell’anno, alcune brevi considerazioni sul cammino in atto e sugli appuntamenti che, a livello di Congregazione, ci attendono il prossimo anno.
Ci troviamo da quasi un semestre oltre il giro di boa di metà sessennio e, come è stato veloce fino ad ora lo scorrere del tempo, lo sarà ancora di più per gli anni che restano. Già si profila davanti a noi, secondo le nuove disposizioni normative (Norme 167 e 175), la preparazione del prossimo Capitolo generale avviata con la consultazione sul tema prioritario da scegliere. Diventa pertanto utile menzionare alcuni impegni che, in attuazione delle indicazioni del X Capitolo generale, stiamo portando avanti insieme per una verifica e una ulteriore esortazione alla partecipazione.
1. Rinnovare e rilanciare la nostra missione all’inizio del terzo millennio è l’obiettivo di fondo che ci è stato consegnato. Un rilancio che, secondo gli orientamenti del X Capitolo generale, deve comprendere almeno due prospettive. Anzitutto lo spirito, la passione che deve animare la nostra missione, lo stile che deve acquisire, le caratteristiche che deve avere, le quali, in definitiva, esprimono le condizioni necessarie per il rilancio stesso. La seconda prospettiva riguarda l’aggiornamento e il potenziamento delle modalità apostoliche vere e proprie che appartengono alla missione carismatica dell’Istituto, gli ambiti del suo esercizio, le strategie da perseguire, gli orientamenti da assumere.
Questo è compito e preoccupazione di tutte le Circoscrizioni che hanno avviato nel corso dell’anno che sta per finire un nuovo mandato, dopo la celebrazione dei Capitoli provinciali e il rinnovo dei Consigli delle Delegazioni. Gli orientamenti dei Capitoli provinciali stessi, delle Assemblee e le successive programmazioni dei Governi, hanno recepito questo obiettivo di fondo adattandolo alle esigenze e alle priorità delle Circoscrizioni. Gli incontri di settore, che periodicamente vengono programmati ovunque, hanno in definitiva anche questo scopo.
A livello centrale al tema specifico del rinnovamento della missione carismatica abbiamo dedicato le Conferenze dei Superiori e Consigli di Circoscrizione degli ultimi due anni (2006, 2007) e, parallelamente, i Convegni annuali della Famiglia del Rogate che si tengono a Roma intorno alla Festa dell’Immacolata. Sono iniziative queste che pongono la ricca problematica della nostra missione allo studio, alla riflessione e al confronto comune dei Superiori, dei Confratelli, rappresentanti delle diverse aree culturali, e degli stessi laici che condividono il nostro carisma. Le idee, le prospettive, gli orientamenti emersi esprimono interesse e vivacità propositiva che evidenziano l’attualità della nostra missione nella Chiesa oggi. I contributi che nelle diverse occasioni ci sono stati offerti da relatori esterni, “testimoni” autorevoli impegnati in campi diversi della vita ecclesiale e civile, e da confratelli e collaboratori laici, come dal dibattito dei partecipanti, hanno presentato spunti di riflessione, posto interrogativi, suggerito risposte, segnalato orizzonti di apostolato, utili a tenere desta l’attenzione e la capacità di leggere profeticamente i segni dei tempi. La pubblicazione degli Atti dei diversi incontri rende possibile per tutti recepirne i contenuti e il messaggio. Quest’anno poi, per il recente convegno sulla carità (Con i poveri per una carità creativa, Rocca di Papa, 6-9/12) è stato possibile seguire in tempo reale i lavori sul sito della Congregazione www.rcj.org. Si tratta di modalità preziose offerte dall’odierna tecnologia e dalla competenza dei confratelli, di cui occorrerà farne sempre più uso. Spero, a Dio piacendo, da parte mia di raccogliere quanto emerso in una lettera per la Congregazione come contributo per una ulteriore riflessione comune. Intanto occorre che ciascuno nell’ambito del proprio ruolo e ogni Comunità nella programmazione e nelle proprie attività apostoliche, operi con illuminato discernimento verso questo obiettivo, nella comune tensione di rendere il nostro “ministero” rogazionista sempre più adeguato alle necessità dei tempi attuali, nella fedeltà creativa agli insegnamenti ed esempi del nostro santo Fondatore.
2. L’altro importante compito che ci ha lasciato il Capitolo generale è la revisione e l’aggiornamento delle Costituzioni e delle Norme. Ho potuto constatare che si tratta di un’operazione che hanno avviato in questi anni anche altri Istituti religiosi. Difatti, a distanza di alcuni decenni dal primo importante aggiornamento avvenuto a seguito del rinnovamento promosso e sollecitato dal Concilio Vaticano II ed attuato dai Capitoli speciali, è emersa in numerose Congregazioni l’esigenza di una revisione complessiva della normativa che tenga conto dell’evolversi della teologia della vita consacrata, del cammino della Chiesa e delle circostanze attuali.
Il nostro lavoro sta procedendo secondo il calendario programmato dalla Commissione generale incaricata. Proprio in questi giorni (10-15 dicembre) si è tenuta presso la Curia l’ultima sessione plenaria della stessa Commissione per l’esame della prima bozza delle Norme elaborata dal gruppo ristretto sulla base delle osservazioni dei confratelli e dei criteri recepiti dagli orientamenti capitolari. Analogamente si era proceduto alla stesura della prima bozza delle Costituzioni che sono attualmente all’esame delle comunità. Siamo perciò nella fase decisiva della definizione dei contenuti e delle relative formulazioni. Trattandosi della nostra regola di vita, che in più punti viene riformulata, occorre da parte di tutti accompagnarne l’esame perché si possa giungere alla definizione di un testo fedele ai principi, attento alla nostra tradizione, attuale nel linguaggio, accuratamente studiato e condiviso come, d’altra parte, prescrive il Capitolo stesso. Invito pertanto le Comunità a continuare a dedicare un tempo adeguato per questo studio comune e i Superiori di Circoscrizione ad accompagnarne l’attuazione fedele.
3. Si è svolto quest’anno il quarto ciclo di corsi quinquennali di formazione permanente (due corsi annuali). Fino ad ora sono stati circa 160 i confratelli che hanno usufruito di questa importante opportunità. L’iniziativa, che si qualifica – secondo gli orientamenti del Progetto di Formazione Permanente Rogazionista 54,6 - come aggiornamento culturale, esperienza spirituale, e momento di fraternità, sostanzialmente identica nell’impostazione generale, viene costantemente aggiornata secondo i suggerimenti dei partecipanti che ne hanno dato un giudizio ampiamente positivo. Con i due corsi in programma per il prossimo anno 2008 si dovrebbe concludere questo primo ciclo di esperienza. Successivamente l’Equipe per la formazione permanente procederà ad una attenta verifica per la progettazione delle esperienze future. Ci rendiamo tutti conto che la formazione, oltre a rappresentare una sicura strategia per un effettivo cammino di crescita spirituale e professionale, costituisce oggi una vera e propria risorsa non solo nel campo religioso. Soltanto attraverso consistenti itinerari di formazione, che non si esauriscono nella tappa iniziale della consacrazione ma si prolungano per tutta la vita, è possibile attrezzarci continuamente per affrontare la complessità del mondo di oggi con il nostro specifico contributo carismatico. I corsi quinquennali, che non esauriscono certamente questa esigenza, sono certamente un valido e concreto strumento. Essi vanno oltre la vita ordinaria nella comunità, luogo proprio della formazione permanente, per essere un solido stimolo spirituale e culturale e, inoltre, occasione di animazione vicendevole.
4. Nel giugno di quest’anno si è avviata finalmente, a cura della Commissione apposita e della Postulazione generale, la pubblicazione degli Scritti del Padre. Sono già, spero, in tutte le case i primi tre volumi delle Preghiere. Si tratta, per la verità, non ancora di un testo critico che richiederà ulteriori e specifici procedimenti di studio, pur tuttavia di una pubblicazione che ci consente di avere tra le mani quanto Padre Annibale ha scritto nella stesura originale e nella sua completezza. “La pubblicazione degli Scritti - come notavo nella presentazione al primo volume – ci consente un singolare incontro con Padre Annibale, con la sua parola ispirata, con i sentimenti che affollavano il suo animo, con gli ideali che appassionavano la sua vita, con le preoccupazioni che assillavano le sue laboriose giornate.” Invito tutti, pertanto, a fare tesoro dell'opportunità che ci è data di accostarci al Padre attraverso i suoi Scritti nella meditazione e nello studio, facendone oggetto di lettura personale e comunitaria ed impegnandovi a diffondere i volumi negli ambiti del vostro apostolato e tra i laici.
5. La Congregazione, fedele alle intenzioni del Fondatore, ha avvertito negli anni l’ansia missionaria della Chiesa esprimendo la compassione di Cristo per le folle stanche e sfinite in varie parti del mondo. In considerazione delle aperture missionarie recenti, siamo attualmente impegnati a consolidare le diverse realtà esistenti. Un ulteriore impegno temporaneo, è stato intrapreso in Afghanistan, a Kabul in collaborazione con l’Associazione Pro Bambini di Kabul, dalla Provincia Centro-Nord con P. Giacomo Alberto Rossini. A tutti i confratelli che operano alle frontiere della missione va la vicinanza, il sostegno e l’augurio mio e di tutti i Confratelli.
6. È al lavoro la Commissione per la revisione delle percentuali e per l’aggiornamento dell’Istruzione economica. La situazione economica complessiva della Congregazione chiede attenzione. Le difficoltà dell’economia globalizzata si ripercuotono anche nel nostro piccolo. Occorre da parte di tutti i responsabili la giusta oculatezza nelle scelte, la ricerca equilibrata di fonti di reddito che ci consentano di esprimere al meglio il carisma nelle diverse aree geografiche dove siamo impegnati.
7. L’anno 2008, che ci apprestiamo ad iniziare, segna alcuni anniversari importanti della nostra storia rogazionista. Ricorderemo difatti il centenario della pubblicazione di Dio e il Prossimo (26 giugno 1908), primo periodico della Pia Opera che raggiunse, vivente ancora il Padre Fondatore, diverse centinaia di migliaia di copie. Con Dio e il Prossimo prende avvio l’apostolato della stampa, tipico della nostra tradizione, come strumento della “triplice propaganda” rogazionista: la Pia Unione della Rogazione Evangelica, il Pane di S. Antonio, la Sacra Alleanza.
Nel dicembre p.v., poi, non potremo non fare memoria di un tragico avvenimento per la città di Messina e per Padre Annibale, il terremoto del 28 dicembre 1908. Conosciamo tutti come la drammatica vicenda colpì la nostra Opera con la morte di tredici consorelle e la distruzione delle nostre Opere in città. Ma, come avviene solitamente per l’azione misteriosa della Provvidenza che trae dalle vicende funeste il bene, il tragico evento ha segnato l’espandersi dell’Opera al di fuori della Sicilia.
Al tema dell’apostolato della stampa antoniana e di diffusione del Rogate dedicheremo, insieme alle Consorelle Figlie del Divino Zelo, il convegno annuale della Famiglia del Rogate che prevediamo nel dicembre 2008. Sarà per noi inoltre un’occasione per organizzare nello stesso periodo un incontro dei responsabili dei Centri Rogate della Congregazione (9-11 dicembre). Per ricordare il secondo anniversario è già al lavoro presso le sedi di Messina e Oria una commissione che proporrà alcune iniziative per la celebrazione.
8. Desidero poi riassumere per opportuna conoscenza e per consentire di programmare la partecipazione ai destinatari in tempo utile, alcune iniziative da realizzare a livello centrale nel corso dell’anno 2008 e previste dalla programmazione generale.
- L’annuale Conferenza dei Superiori e Consigli di Circoscrizione si terrà nella Delegazione Usa dal 15 al 25 maggio.
- I due corsi quinquennali di formazione permanente (Centro di Spiritualità di Morlupo) sono così programmati: il primo dal 22/06 al 20/07; il secondo dal 20/09 al 19/10.
- Come ogni anno è offerto nel Centro di Spiritualità di Morlupo un Corso di Esercizi Spirituali aperto ai membri della Famiglia del Rogate (in particolare per l’Italia) dal 26/07 – 02/08.
- Dal 21 al 28 ottobre (dopo il secondo corso di formazione permanente) si terrà il secondo Incontro internazionale dei Formatori, previsto nella programmazione, finalizzato alla condivisione e all’approfondimento di temi, obiettivi, sfide e problematiche emergenti della formazione di base oggi.
- Nel corso dell’anno, con un secondo seminario di studi previsto per il 29 ottobre nel Centro di Spiritualità di Morlupo, si continuerà lo studio circa l’opportunità del rilancio dell’Alleanza sacerdotale, così come indicato dal Capitolo generale (ADR, 36).
- Il Mission Forum annuale per il lancio dell’opera di carità per la Giornata Missionaria Rogazionista 2008 è previsto nella Delegazione Usa per la fine del mese di febbraio.
- Vi è, infine, l’intenzione di organizzare nel mese di luglio un incontro dei confratelli impegnati in missione fuori dal proprio Paese.
9. Desidero inoltre comunicare che, nel proposito di ulteriore sistemazione del decentramento strutturale della Congregazione, è in programma nel corso dell’anno 2008 la ripresa della Delegazione Africana e la costituzione della Delegazione dell’India.
La ripresa della Delegazione in Africa, sospesa nel 1999 a seguito dei noti tragici avvenimenti rwandesi di qualche anno prima che hanno fortemente penalizzato anche la nostra presenza in quel Paese, avviene in considerazione della disponibilità di più confratelli (due confratelli della DFI, p. Shibu Kavunkal e p. Philip Goles e, inoltre, l’ordinazione di due religiosi rwandesi François Habimana e Elisée Kabera) e la ricostituzione della struttura formativa in Rwanda e in Cameroun. Lo sviluppo della presenza rogazionista in India, soprattutto per numero di religiosi e per autonomia vocazionale e formativa, consente e suggerisce, data la peculiare area culturale, la costituzione della Delegazione.
Carissimi,
a Natale il Figlio di Dio viene in mezzo a noi come è sceso venti secoli or sono a Betlemme e come verrà alla fine dei tempi per il compimento definitivo della storia. Con le parole del Salmo esprimiamo l’intima speranza di incontrare il Signore che viene: Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore, più che le sentinelle l’aurora (Sal 129, 5-6).
Il tema della speranza cristiana, come sappiamo, è l’oggetto della recente seconda Enciclica di Papa Benedetto XVI (Spe salvi). In molti passi del Nuovo Testamento, - osserva il Santo Padre - la parola "speranza" è strettamente connessa con la parola "fede". È un dono che cambia la vita di chi lo riceve, come dimostra l’esperienza di tanti santi e sante. La speranza consiste in sostanza nella conoscenza di Dio, nella scoperta del suo cuore di Padre buono e misericordioso. Gesù, con la sua nascita, con la morte in croce e la sua risurrezione, ci ha rivelato il suo volto, il volto di un Dio talmente grande nell’amore da comunicarci una speranza incrollabile, che nemmeno la morte può incrinare, perché la vita di chi si affida a questo Padre si apre sulla prospettiva dell’eterna beatitudine.
Padre Annibale sembra commentare:
“O uomo spera! (…) O bella virtù della speranza, che sei tu mai? tu sei raggio tra le tenebre, tu sei l’ancora della salvezza nel naufragio. Grande tu sei, o speranza, quando non ti rivolgi alle creature, quando non aspetti i tuoi beni dal mondo, quando non ti appoggi alle terrene promesse. Virtù divina è la tua speranza, o uomo, quando tu rivolgi il tuo sguardo a Maria, Madre della Speranza.” (Scritti, vol. 54, doc. 4230).
“No, non è possibile che la Regina e Madre della Misericordia non mi ascolti, questa è la sola speranza che mi sostiene, ed io mi afferro a questa speranza come il naufrago si afferra alla tavola galleggiante. Io spero e spererò contro ogni speranza, contro tutto ciò che alla mia speranza vorrebbe opporsi, contro ai miei demeriti, contro alle difficoltà che si oppongono al conseguimento di ciò che bramo, contro la stessa mia poca fede, contro ogni indegnità mia e di altri, spero e spererò.” (Scritti, III, Preghiere alla Madonna, p. 285)
“O Cuore dolcissimo, o Cuore amorosissimo, le vostre parole sono soavissime e piene di immensa speranza per me peccatore! Dunque vi è speranza anche per me! Posso io pure sperare di conseguire questa bella Unione di amore, sol che la desideri, che attenda ad averla, e che la domandi instantemente alla vostra Santissima Madre! Ah, mio sommo ed unico Bene. Vi ringrazio per la speranza che mi date; mi getterò ai piedi della vostra Santissima Madre, e di giorno e di notte la supplicherò” (Scritti, I, Preghiere al Signore, p. 487).
Animati dalle calde parole di Padre Annibale e dalla forte esortazione del Papa ad essere persone di speranza, invio a tutti i miei più cordiali auguri nella consapevolezza che alla speranza dell’uomo Dio ha risposto nascendo nel tempo come piccolo essere umano.
Maria, “stella della speranza” “che con il suo “sì” aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo” guidi la nostra attesa e il nostro cammino:
“Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te.
Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!” (Spe salvi, 49-50).
Buon Natale e sereno Anno nuovo.
Roma, 13 dicembre 2007
P. Giorgio Nalin
Sup. Gen.
|