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Ai Confratelli delle Comunità Rogazioniste,
Alla Famiglia del Rogate,
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e,
pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo:
«Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e,
dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo
è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite
fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
(Mt 26, 26 - 29)
Carissimi,
con l'ormai prossima settimana santa, il tempo di Quaresima raggiunge il suo esito finale e ci introduce nel cuore della celebrazione della Pasqua. I riti del Triduo sacro, come ogni anno, ci faranno rivivere nella fede il mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù.
Il Triduo pasquale inizia il giovedì santo nel segno dell'Eucaristia. È il giorno dell'intimità del Maestro con i suoi discepoli intorno alla santa Cena, giorno natalizio dell'Eucaristia e del Sacerdozio, giorno nel quale saremo raccolti anche noi nel convito nuziale del suo amore, per lodare e rendere grazie al Signore di questo immenso duplice dono. Risuona in noi la parola di Padre Annibale: Ad un medesimo parto gemello di amore, là nell'ultima cena, nacquero dal suo infiammato cuore questi due sacramenti: l'Eucaristia e il Sacerdozio. La carità nel suo più grande trasporto produsse il primo; la carità nel suo fervente zelo produsse il secondo. Sono e saranno inseparabili l'uno dall'altro (dal discorso Pel Congresso Eucaristico di Catania nel 1905, Scritti, vol. 45).
Queste considerazioni mi offrono lo spunto per segnalarvi, in occasione degli auguri per la Pasqua di quest'anno, l'iniziativa, per altro ampiamente nota, che l'8 dicembre scorso il Prefetto della Congregazione del Clero, il Card. Claudio Hummes, ha promosso attraverso una lettera indirizzata a tutti i vescovi della Chiesa. Nel contesto di una situazione ecclesiale che lamenta una persistente mancanza di un adeguato numero di sacerdoti ed esprime l'esigenza di un loro fattivo impegno di santità, il Presule invita ad avviare un movimento spirituale che, facendo prendere sempre maggior consapevolezza del legame ontologico fra Eucarestia e Sacerdozio (...) dia vita ad una cordata di adorazione perpetua, per la santificazione dei chierici. E precisa: un movimento di preghiera che ponga al centro l'adorazione eucaristica continuata, nell'arco delle ventiquattro ore, in modo che, da ogni angolo della terra, sempre si elevi a Dio, incessantemente, una preghiera di adorazione, ringraziamento, lode, domanda e riparazione, con lo scopo precipuo di suscitare un numero sufficiente di sante vocazioni allo stato sacerdotale.
La lettera si conclude con un accorato appello ai Vescovi di farsi parte attiva e di promuovere - nelle differenti porzioni del popolo di Dio loro affidate - , veri e propri cenacoli in cui chierici, religiosi e laici, si dedichino, uniti fra loro e in spirito di vera comunione, alla preghiera, sotto forma di adorazione eucaristica continuata. (La lettera, con una nota esplicativa allegata, si trova nel sito della Congregazione per il Clero: www.clerus.org )
Ritengo che questa iniziativa, finalizzata alla promozione nelle chiese locali dell'adorazione eucaristica per le vocazioni al sacerdozio, per la santificazione del clero e anche per la riparazione dei suoi peccati, debba trovare in noi figli di Padre Annibale, impegnati per carisma nella preghiera per le vocazioni e nella sua diffusione, una particolare risonanza e un attento ascolto. In essa è facile riscontrare, difatti, una forte sintonia con la nostra spiritualità carismatica per l'accostamento specifico di Eucaristia e Sacerdozio, di adorazione eucaristica e preghiera per le vocazioni sacerdotali, corrispondenti intimamente all'esperienza, all'esempio e all'insegnamento di Padre Annibale.
L'adorazione eucaristica vocazionale appartiene da sempre alla nostra prassi di preghiera per i buoni operai, ne costituisce anzi, per ragioni che è qui superfluo ricordare, l'ambito suo proprio. Il giovedì, in particolare, nelle nostre case diamo spazio all'adorazione eucaristica comunitaria per le vocazioni (Norme, n.91). So che vi sono comunità, soprattutto di formazione, dove il tempo di adorazione viene prolungato e organizzato in maniera continuativa fino ad abbracciare più ore della giornata. Non mancano anche in alcune occasioni dell'anno esperienze di adorazione notturna per le vocazioni. Alcune parrocchie rogazioniste hanno riservato una cappella apposita per l'adorazione continua dove la preghiera per le vocazioni trova una particolare espressione tra i fedeli nelle diverse ore del giorno. L'Unione di Preghiera per le Vocazioni, l'organizzazione diffusa dei Cenacoli vocazionali ad essa collegati, le associazioni laicali rogazioniste vivono e diffondono la preghiera per le vocazioni soprattutto nelle modalità dell'adorazione eucaristica. Sono tutte esperienze che, anche a seguito di questa proposta di promozione, invito a consolidare e ad allargare.
Aggiungo tuttavia che, anche sulla scorta dell'Esortazione Apostolica post sinodale "Sacramentum Caritatis" di Benedetto XVI (n.67), l'intento della Congregazione per il Clero è diretto, in particolar modo, ad incoraggiare l'adorazione continuata, a creare veri e propri cenacoli eucaristici di preghiera per le vocazioni sacerdotali. Mi sembra che questa sollecitazione si trovi in sintonia con una delle indicazioni dell'ultimo Capitolo generale dove, evidenziando la nostra identità di rogazionisti, come uomini di preghiera, si suggerisce: La dimensione contemplativa del carisma richiede di essere espressa e vissuta in luoghi e comunità specificamente dedite alla preghiera rogazionista (Apostoli del Rogate, 17). Potrebbe essere proprio l'esortazione del Dicastero della Santa Sede occasione per pensare in una nostra struttura un'esperienza di contemplazione per essere una casa e scuola di preghiera rogazionista, anche se esistono a riguardo proposte ed esperienze di confratelli. I Centri di Spiritualità Rogate (di Morlupo, l'Oasis of Prayer di Silang), in quanto sedi deputate alla promozione della dimensione spirituale del carisma, sono già luoghi favorevoli per vivere ed esprimere questo specifico ministero. Ad essi si aggiungono anche i nostri Santuari, che già si qualificano per la preghiera per le vocazioni, come luoghi privilegiati per promuovere in tempi determinati l'adorazione eucaristica continuata.
Dal momento poi che l'iniziativa è principalmente proposta ai vescovi, sarebbe oltremodo significativo che come figli e figlie di Padre Annibale ci facessimo promotori nelle Chiese locali per l'individuazione e l'animazione di un luogo di adorazione continua per le vocazioni sacerdotali. Ho trovato a questo proposito interessante la sollecitazione di un Confratello perché, in relazione alla lettera del Dicastero, potessimo promuovere questo obiettivo nella città di Messina nella Chiesa di San Giovanni di Malta dove per la prima volta il giovane Annibale durante l'adorazione eucaristica per le quarantore ebbe per ispirazione divina l'illuminazione del Rogate.
L'adorazione prolungata dell'Eucaristia che faremo presso l'altare della riposizione il prossimo Giovedì santo, dopo la celebrazione della Cena del Signore, esprima quest'anno l'anelito che la proposta dell'adorazione continua per le vocazioni sacerdotali sia accolta e vissuta nelle comunità ecclesiali e la Famiglia del Rogate si manifesti in essa esemplare e promotrice.
Come agli inizi della Chiesa, raccolti attorno alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli, che contempliamo in questi giorni ai piedi della croce (cf. Gv 19, 25-27) apprendiamo da lei ad implorare dal Signore la fioritura di nuovi apostoli che sappiano vivere in sé quella fede e quell'amore che il Figlio Gesù ha manifestato nel mistero della sua Pasqua.
Cristo risorto, speranza del mondo, illumini i nostri passi, rafforzi la nostra fede, ci doni la gioia vera e ci renda oggi suoi testimoni. Buona Pasqua.
P. Giorgio Nalin, R.C.J.
Superiore Generale
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