DRAGO P. Carmelo C.

Nacque il 24 dicembre 1892 a Galati Mamertino (Messina) e ivi fu battezzato il 27 dello stesso mese con il nome di Calogero. Desideroso anch'egli, come alcuni suoi fratelli e cugini, di consacrarsi a Dio nel servizio degli orfani nel nostro Istituto, vi entrò, alle casette «Avignone», il 2 aprile 1908. Fu accolto dal Padre Fondatore che, dopo alcuni mesi di prova, lo ammise al noviziato cambiandogli il nome in quello di Fra Carmelo di Maria Immacolata. Nel terremoto del 28 dicembre 1908, che distrusse Messina, rimase incolume insieme a tutti gli altri componenti dell’Istituto Maschile. Dopo la prima professione, emessa il 24 aprile 1910, fu trasferito alla nuova Casa di Oria. Vi trascorse lunghi anni, intermezzati solo dal servizio militare (si era durante la guerra 1915-18). Con grande generosità ed abnegazione si diede ad aiutare i Superiori per il buon andamento di quella Casa. Spesso, per necessità di cose, dovette addossarsene tutta la responsabilità. Fece la professione perpetua il 22 aprile 1923. Amabilmente costretto dal Padre Fondatore a studiare per ascendere al sacerdozio, vi si applicò come meglio potè, con grandi sacrifici, accompagnandosi agli altri tre Confratelli, Luca Appi, Redento Levi e Camillo Ruggeri, residenti in quella Casa. Con loro fu ordinato Sacerdote il 20 luglio 1930 ad Oria da Mons. Antonio Di Tommaso, Vescovo di quella città. Nel governo di P. Vitale fu Consultore Generale della Congregazione dal 1932 sino al primo Capitolo Generale, celebrato nell'agosto 1945. Dall'autunno del 1933 sino a quel Capitolo fu anche Direttore della Casa sorta a Messina accanto al tempio di Cristo Re sulla Rocca Guelfonia. Dopo il Capitolo del 1945 fu incaricato della costruzione dell'attuale nostro Orfanotrofio di Roma, e vi attese con il suo solito grande spirito di sacrificio. A Messina, dal 1947 al 1951 fu Direttore della Casa Madre e dal 1951 al 1956 primo Direttore dell'Istituto per Sordomuti.Fu di nuovo Consultore Generale nel governo di P. Appi, sino al Capitolo del 1962, quando fu eletto Superiore Generale, carica che tenne per il sessennio 1962-1968. Il 17 novembre 1957 dalla fiducia della Sacra Congregazione per i Religiosi fu fatto Assistente delle Figlie del Divino Zelo, e le seguì con molto interessamento sino al 31 maggio 1969, chiusura del loro Capitolo Generale Speciale. Fu poi di residenza sempre a Roma, presso la nostra Curia Generalizia, dedicandosi all'apostolato delle Confessioni nell'attigua nostra chiesa parrocchiale. Abituato per sé ai più grandi sacrifici, fu abbastanza esigente, durante il suo governo locale e generale, perché i Confratelli addetti agli Orfani e ai Minorati in nostra cura dessero loro continua e minuziosa assistenza. La predilezione per gli Orfani fu la connotazione caratteristica di P. Carmelo. Ma non trascurò la propaganda del « Rogate ». Durante il suo governo, infatti, fece stampare in varie lingue e a colori l'opuscolo «Mitte Domine Operarios», e lo fece recapitare ai Vescovi convenuti a Roma per il Concilio Ecumenico Vaticano II. Attaccatissimo al Padre Fondatore, ne anelava la glorificazione e non si stancava di raccontare episodi che lo riguardavano, fissandone anche su carta parecchi, che si è avuto cura di trascrivere dattilograficamente. Seguì con vivo interesse lo sviluppo della Congregazione, che aveva visto neonata nello squallore delle casette «Avignone» e sotto le macerie del terremoto. Quanta gioia si leggeva nei suoi occhi nella indimenticabile udienza concessa dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 23 apr. 1983 alla Grande Famiglia Rogazionista, in occasione del Centenario delle Opere Assistenziali del Padre Fondatore, per le quali egli aveva speso tutta la vita: lo si può vedere nella foto che ci rimane di quel radioso avvenimento, mentre parla con il Santo Padre. Da quel giorno, le forze, già abbastanza scemate, gli si andarono riducendo. Nelle ultime settimane, puntualissimo come sempre agli atti comunitari, lo si vedeva arrivare tutto curvo da un lato e barcollante: l'annosa quercia stava per cadere. In quelle condizioni e rifiutando, al solito, ogni aiuto, celebrò l'ultima sua Messa l’11 dicembre. Il giorno seguente rimase a letto e vi ricevette devotamente la Santa Comunione. Su consiglio del nostro medico, che da anni ne seguiva la salute e alle prescrizioni del quale P. Carmelo era obbedientissimo, il martedì 13 dicembre fu portato all’Ospedale «Regina Apostolorum» di Albano Laziale (Roma) per fargli apprestare le cure adeguate alle sue condizioni. Ivi ricevette la Santa Comunione che quel giorno ancora non aveva fatta: fu il suo Viatico. La mattina seguente, mercoledì, inaspettatamente la pressione scese di colpo. Ogni intervento dei medici fu inutile. Verso le 7,15 s'addormentò serenamente nella pace del Signore. Era il 14 dicembre 1984. Mancavano dieci giorni al compimento del suo 91 anno di età. I funerali furono fatti nella nostra parrocchia di S. Antonio a Piazza Asti in Roma e la sua salma tumulata nella nostra Cappella al Cimitero del Verano.

Luogo: 
Albano Laziale (RM)
Data: 
Mercoledì, Dicembre 14, 1983