Nuovo libro di P. Gaetano Lo Russo: “L’empatia alle origini. Il solco tracciato da Edith Stein”

“Viviamo nell’epoca dell’empatia. Tutti parlano di empatia. La invocano gli allenatori di calcio, i capi di governo, i genitori e i figli, i fidanzati, i vescovi, gli insegnanti e gli allievi. E quando più si acuisce la crisi delle relazioni, di quel “noi” a cui aspiriamo, ma che non sempre riusciamo a costruire, ecco che ancora una volta la causa è imputabile alla mancanza di empatia.

Ma cosa è realmente l’empatia, dove si genera, come si coltiva, ben pochi lo sanno. Questo libro tenta una risposta avvalendosi dell’articolata riflessione che sul tema ha proposto chi dell’empatia ha fatto oggetto di studio e tema del suo dottorato, e cioè Edith Stein, la grande pensatrice e martire ebrea-cristiana che non solo è stata la prima a parlarne, ma ha il grande merito di aver affrontato e sistematizzato l’intera tematica dal punto di vista filosofico e religioso, lei che rappresenta il punto di sintesi tra la filosofia contemporanea, in particolare della fenomenologia husserliana, e la tradizione medievale espressa da S. Tommaso.

La rilettura attuata da P. Lo Russo risulta estremamente utile per la ripresa della riflessione sul primato della persona, per riaffermare la necessità del dialogo e per indagare sull’apporto della facoltà dell’intellezione umana. Realtà che presiedono tutti i dinamismi relazionali e che se analizzate con ponderazione possono contribuire a ridurre i danni che oggi sono a tutti noti. E tra questi, non dimentichiamo, il grande vulnus causato all’Io scisso che è fonte del disagio e della crisi del noi.

P. Gaetano Lo Russo, sacerdote dei Rogazionisti, solitamente tiene conferenze sui grandi temi della teologia contemporanea, dell’antropologia culturale, della psicologia clinica, perché cultore di queste discipline. Ma rispetto al tema affrontato in questo libro riesce a dominare bene la materia perché è stato allievo di Angela Ales Bello, una tra le massime esponenti del pensiero husserliano e steiniano in Italia e tra le più autorevoli voci della fenomenologia in Europa”.

(Dalla quarta di copertina del libro)