Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine

Auguri pasquali del Superiore Generale alla Famiglia del Rogate

L'augurio che faccio a ciascuno, religiosi e laici della Famiglia del Rogate, per la grande Settimana che ci apprestiamo a celebrare, è ripetere l'esortazione stessa di Padre Annibale: meditiamolo un poco questo amore!

Roma, 16 marzo 2005










Prot. N. 082/05


Ogg. : Auguri di Santa Pasqua








Alle Comunità Religiose Rogazioniste


Alla Famiglia del Rogate





Cum dilexisset suos, in finem dilexit eos.


Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine (Gv 13,1).

In molti modi il nostro divin Redentore ci mostrò quanto fosse grande il suo amore per noi. (…) Ma dove ci amò sino alla fine della sua Carità, fu proprio nell’istituzione della SS. Eucaristia. Con l’istituzione di un Sacramento così grande, Gesù ci dà un dono che trascende ogni pienezza (…).

Se tanto grande dunque, se tanto immenso è l’amore di Gesù per noi nella SS. Eucaristia, meditiamolo un poco questo amore!
Vi parlino altri dei vantaggi dell’Eucaristia, altri vi dicano la ragionevolezza di tanto mistero, altri le disposizioni con cui si deve ricevere, altri l’eccellenza di tanto Sacramento, a me lasciate che mi fermi all’amore di Gesù, e che vi mostri, come meglio mi sappia, l’eccesso di un tanto amore nell’istituzione dell’Augusto Sacramento degli Altari.



(Sant’Annibale M. Di Francia, Scritti, vol. 16, p. 40.)




Carissimi,

nel vivere come figli di Padre Annibale questo provvidenziale Anno dell’Eucaristia nell’anno di ringraziamento per la sua canonizzazione, non possiamo tralasciare di fare continuo ricorso all’insegnamento eucaristico del nostro Santo Fondatore. La possibilità che ci è data di scorrere i suoi numerosi scritti diffusi recentemente in cd-rom dalla postulazione generale ci offre l’occasione di scoprire meglio il suo cuore, i suoi sentimenti, le sue profonde aspirazioni. La “produzione eucaristica” del Padre è vasta e varia anche nei generi letterari: poesie, inni, preghiere, discorsi, appunti di omelie, lettere. Confidiamo quanto prima di poter avere tra le mani tutti i suoi scritti anche in stampa.

Nell’avvicinarci alla prossima solennità della Pasqua desidero lasciarvi come pensiero augurale questo testo di Padre Annibale, introduttivo di una riflessione eucaristica più ampia a commento del versetto iniziale del capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, il cui brano introduttivo viene proclamato il giovedì santo nella messa della Cena del Signore.

Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine (Gv 13, 1).

Certamente momento supremo dell’amore di Gesù per noi è la croce, il sacrificio cruento di sé in obbedienza al Padre per la redenzione del mondo. Ma quel sacrificio è prefigurato e anticipato il giovedì santo, il giorno dell’Eucaristia, il giorno dell’amore spinto “fino all’estremo”. Nel segno del pane e del vino, divenuti Corpo e Sangue del Signore, ci viene dato un dono d’amore “che trascende ogni pienezza”.

Se tanto grande è il dono, esclama il Padre, “meditiamolo un poco questo amore!”


L’augurio che faccio a ciascuno, religiosi e laici della Famiglia del Rogate, per la grande Settimana che ci apprestiamo a celebrare, è ripetere l’esortazione stessa di Padre Annibale: meditiamolo un poco questo amore!

Ci accompagni in questa meditazione eucaristica, soprattutto noi religiosi presbiteri, l’annuale lettera del Santo Padre per il giovedì santo che in quest’anno ci invita a riflettere su alcune “indicazioni luminose” di spiritualità sacerdotale mutuate dalle parole stesse dell’istituzione dell’Eucaristia che non deve essere per noi, osserva il Papa, soltanto una formula consacratoria, ma una “formula di vita”.

Come sappiamo, per Padre Annibale meditare “questo amore che trascende ogni pienezza” non è mera espressione di devozione disincarnata, quanto rivelazione di una passione per Cristo che scopre e recupera dall’Eucaristia le radici più vere e feconde per un’autentica passione per gli uomini, soprattutto piccoli e poveri.

Lasciate che mi fermi all’amore di Gesù, e che vi mostri,- continua il Padre - come meglio mi sappia, l’eccesso di un tanto amore nell’istituzione dell’augusto Sacramento degli Altari.

Di fatto tutta la sua vita è stata un continuo mostrare con le scelte, con le opere, con gli scritti i frutti di questo amore e l’ha fatto fino all’esito più alto: fino alla santità. La canonizzazione ne è il sigillo e la conferma più grande.

Impegnati come siamo ad essere, secondo la nostra specifica vocazione, solerti Apostoli del Rogate all’inizio di questo millennio, viviamo, sull’esempio di Padre Annibale, con tutta la passione che lo Spirito saprà accendere nei nostri cuori, la gioia della nostra chiamata alimentati e sostenuti come lui dal Sacramento dell’Amore che ci è stato donato il giovedì santo.

Maria, Donna eucaristica, impetri tutto questo per noi insieme ad un’intensa gioia pasquale.


P. Giorgio Nalin, R.C.J.


Superior Generale