Santa Pasqua 2012

Ai Rogazionisti
Alle Figlie del Divino Zelo
Alle Missionarie Rogazioniste
Ai Laici della Famiglia del Rogate

Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio». (Mt 26, 26-29)



il tempo liturgico della Quaresima che stiamo vivendo è un rinnovato dono del Signore che siamo chiamati ad accogliere con cuore grato di figli. Siamo accompagnati, in particolare, dalla sacra Liturgia, che giorno dopo giorno ci aiuta a guardare alla Pasqua del Signore e a camminare con Gesù verso Gerusalemme.

"Signore, Padre Santo, ogni anno — preghiamo in questi giorni - tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore".

Il Santo Padre nel suo messaggio quaresimale ci ha ricordato che "la Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l'aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. È un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale".

Benedetto XVI ci offre preziose indicazioni per vivere la Pasqua, che è momento di intensa comunione con il Signore Gesù in modo particolare nella Cena Pasquale, e di interrogarci sulla comunione fraterna che Lui ci ha lasciato, come testamento, prima di ritornare al Padre. L'amore del Padre, che in Gesù si manifesta in modo eminente soprattutto nella sua immolazione pasquale, ci impegna a vivere in comunione fra noi nella concretezza delle relazioni quotidiane. In tal modo «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb l0,24).

Tutto questo ci è stato ricordato con grande evidenza dall'apostolo Paolo: "Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane" ( l Cor 10, 16-17).

L'Anno Eucaristico che celebriamo, nella ricorrenza giubilare del Primo Luglio, ci ha portato anche a fare memoria, nei giorni scorsi, nella solennità di San Giuseppe, del 125° di Fondazione delle Figlie del Divino Zelo. Dal Cuore Eucaristico di Gesù, che si è degnato di venire ad abitare in mezzo a noi, traggono origine tutte le nostre realtà, il nostro carisma e la missione.

Ai piedi di Gesù Sacramentato, particolarmente il Giovedì Santo, ricorderemo la promessa che Padre Annibale ci fa dichiarare: "Dove maggiormente mi unirò a questo Divino Cuore per non separarmi mai più, sarà nella Santissima Comunione Eucaristica. Allora dirò: Gesù è tutto mio, ed io sono tutto di Gesù. Tenui eum, nec dimittam (Ct 3, 4). Procurerò di vivere della Vita del Cuore Santissimo di Gesù".

Carissimi Confratelli e Consorelle, dalla memoria che facciamo di questi momenti importanti della vita della Pia Opera riceviamo nuova luce sul nostro cammino che, ogni giorno di più, vogliamo riprendere con rinnovato fervore.

Il nostro Padre Fondatore, trasmettendoci una sua forte esperienza personale, ci invita a "vivere della Vita del Cuore Santissimo di Gesù", mentre lo riceviamo sacramentato dentro di noi.

Allora ci lasciamo compenetrare delle sue pene intime, della sua compassione per le anime, stanche e sfinite come pecore senza pastore. Allora il nostro cuore, la nostra esistenza è mossa dallo zelo per la salvezza dei fratelli e delle sorelle, specialmente piccoli e poveri.

Nelle nostre comunità, durante questo Anno Eucaristico, abbiamo sostato con maggiore frequenza in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, e in tal modo abbiamo ravvivato anche la nostra comunione fraterna.

Vi invitiamo, care Consorelle e Confratelli, Missionarie Rogazioniste, Laici e Laiche della Famiglia del Rogate, a vivere più intensamente nella pietà eucaristica questi mesi che ci portano alla conclusione dell'Anno Eucaristico. Le Figlie del Divino Zelo, in particolare, per mandato capitolare, anche dopo l'Anno Eucaristico, continuano con crescente impegno a chiedere operai per la messe delle anime nell'adorazione perpetua internazionale.

Facciamo in modo, poi, che questa esperienza di grazia non rimanga come un caro ricordo ma continui, e quindi che, secondo il mandato che abbiamo ricevuto dal nostro santo Fondatore, gli anni che il Signore ci darà, siano eucaristici.

Lasciamoci guidare dalla nostra Divina Superiora, la Vergine Immacolata, Lei che ha custodito con ineffabile amore Gesù suo figlio, Parola del Padre incarnata per amor nostro.

È questo l'augurio pasquale che formuliamo per tutti noi, e affidiamo alla benedizione dei Divini Superiori, per l'intercessione del nostro santo Fondatore.