<b>Swagatham.</b> <br> Lettera dei partecipanti alla Conferenza dei Superiori e Consigli di Circoscr

Swagatham

Carissimi confratelli


con questa parola che, accompagnata dal gesto delle mani giunte in segno di riverenza e rispetto, esprime la gioia per l’ospitalità e il dono di sé, elemento proprio della cultura e della religiosità dell’India, vogliamo fare giungere a tutti i Rogazionisti ed ai membri della Famiglia del Rogate, il nostro affettuoso saluto dal Kerala, il giardino dell’India, dove si è svolta la Conferenza 2006 dei Superiori e Consigli di Circoscrizione.


In questo paese, ricco di cultura, storia e variegata spiritualità, evangelizzato dall’apostolo S. Tommaso, la Congregazione è presente dal 1987 con una considerevole fioritura di vocazioni.

L’appuntamento annuale della Conferenza si è collocato tra la 43° giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, all’inizio, e il centenario della consacrazione mariana di S. Annibale secondo lo spirito del Montfort, a conclusione, con la partecipazione della chiesa locale siro-malabarese e la presenza dei suoi pastori in entrambe le celebrazioni.




È stato un significativo momento di incontro tra i Responsabili delle Circoscrizioni della Congregazione ed il Consiglio generale, per condividere e verificare il progetto assegnatoci dal X Capitolo Generale, la missione rogazionista, come Apostoli del Rogate.

In un clima di accoglienza reciproca, di ascolto della Parola di Dio meditata e condivisa nelle celebrazioni liturgiche, di confronto leale nella verifica delle programmazioni, con lo sguardo proteso al futuro e sotto la guida dello Spirito, abbiamo sperimentato la gioia della fraternità e della condivisione delle responsabilità.


Abbiamo ancora una volta constatato come il Signore continua a benedirci, a partire proprio da questa terra, con il dono delle vocazioni sacerdotali e religiose, frutto delle fatiche di numerosi confratelli e dell’impegno della Congregazione nel mondo.

Abbiamo ulteriormente messo a fuoco la missione rogazionista oggi, con la sua forte carica di vivacità, attualità ed il suo dinamismo intrinseco che nasce dalla compassione di Cristo. Da essa sgorga il comando evangelico del Rogate, che il Signore ci ha donato attraverso la vita e l’opera del santo fondatore padre Annibale Maria, e diventa impegno concreto verso i piccoli ed i poveri del mondo.


Ci siamo soffermati maggiormente sui primi due elementi che caratterizzano la unicità del carisma, secondo il dettato delle nostre Costituzioni: la preghiera per le vocazioni, la sua diffusione e la promozione delle vocazioni.

Abbiamo preso coscienza di come e quanto, con luci ed ombre, la Congregazione si muove in questo campo di apostolato che determina la sua stessa esistenza.

Ci siamo scoperti bisognosi di preghiera sempre più vera ed autentica, attinta direttamente dalle fonti della Parola di Dio e della Liturgia, una preghiera che trasformi la nostra esistenza umana e che si traduca in atteggiamenti di vita ed azione concreta a beneficio del popolo di Dio.


Lo spirito del nostro santo Fondatore ed il suo illuminato insegnamento ci scuote: ci sentiamo impari davanti alla sua testimonianza di santità e di perfetto equilibrio tra contemplazione ed azione, mistica e solidarietà, spiritualità profonda e condivisione dei bisogni dei fratelli, senso di appartenenza all’Istituto ed apertura e servizio alla Chiesa.


Nonostante le realistiche difficoltà che sappiamo diffuse nelle nostre comunità in ogni parte del mondo, avvertiamo sempre più una forza che erompe direttamente dal carisma, il fuoco divorante che, alla maniera di Geremia, non può essere contenuto dentro di noi e che ci permette di infiammare chiunque incontriamo sul nostro cammino.


È il fuoco stesso del Rogate di Cristo, la nostra forza, la nostra vita.


È l’impegno di diventare noi preghiera che si offre a Dio, alla Congregazione ed alla Chiesa per gli operai della messe.


È l’impegno e l’offerta dei nostri sentimenti guardando al Cuore compassionevole di Gesù che ancora oggi continua a mostrare una messe abbondante e ad indicare la preghiera per gli operai e le operaie per la Chiesa intera come uscita ampia ed immensa del suo Cuore.


È lo zelo e l’intelligenza del Rogate che fa di noi per primi, i buoni operai.


È il desiderio di vocazioni realizzate che attirano altre vocazioni.

Siamo stati in comunione nelle nostre riflessioni, nello studio e soprattutto nella preghiera con tutti i confratelli, dai giovani, agli anziani, agli ammalati; le consorelle Figlie del Divino Zelo che qui in India operano con impegno e dedizione; le missionarie rogazioniste accomunate nello stesso legame carismatico; i collaboratori e i benefattori.




Abbiamo sottolineato l’esigenza e l’urgenza di condividere con i laici il carisma della preghiera per le vocazioni, rendendoli sempre più partecipi della nostra identità e missione, dando loro fiducia e coinvolgendoli nel nostro apostolato spirituale e sociale.




Nel congedarci dall’India, esprimiamo la nostra sincera ed affettuosa gratitudine ai confratelli che qui ci hanno accolto ed assistito in ogni nostra necessità, destando dentro ciascuno di noi ammirazione per il loro lavoro formativo, apostolico e sociale.




La Vergine Maria, Regina e Madre del Rogate ha illuminato il nostro cammino, la nostra preghiera, le nostre riflessioni che affidiamo a ciascuno di voi nella certezza di camminare insieme incontro al Signore come lavoratori del campo del mondo e della Chiesa, non solo per chiedere e meritare gli operai, ma per esserlo prima di tutto noi, con la nostra stessa vita.






P. Giorgio Nalin


e i Partecipanti alla Conferenza.