XLIV GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Domenica, 26
aprile 2007, IV domenica di Pasqua, ricorre la XLIV Giornata Mondiale di
Preghiera per le Vocazioni, giornata “rogazionista” per eccellenza. Essa, istituita
da Paolo VI, costituisce il momento in cui tutta la Chiesa vuole ritrovarsi
riunita con una sola voce, in un cenacolo universale, per impetrare dal Padrone
della messe i buoni operai del Regno. Sant’Annibale Maria Di Francia, il nostro
Fondatore, ha sognato questo momento durante tutta la sua vita ed ha operato
con tutte le sue forze perché si realizzasse.

Egli così
scriveva:

“Due
evangelisti, S. Matteo e S. Luca, sono quelli che riportano questo divino
comando dello zelo del Cuore di Gesù. S. Matteo (9, 37-38) così si esprime:
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: La
messe è veramente copiosa, ma gli operai sono pochi: pregate dunque il Padrone
della messe che mandi operai alla sua messe.
S. Luca (10, 2) così scrive: La messe è molta, e gli operai sono pochi:
pregate dunque il Padrone della messe, perché mandi operi alla sua messe.
Questi due tratti dei Santi Evangeli formano
una grande rivelazione.

“In primo
luogo dimostrano l’ardente zelo del Cuore SS. di Gesù, il quale era per creare
il sacerdozio, il suo vero sacerdozio sulla terra, per continuare il divin
culto, per offrire perpetuamente la
Vittima d’infinito valore e per continuare sulla terra il suo
divino ministero di salute eterna delle anime. Egli rappresentava, con quelle
simboliche parole, la S. Chiesa e
il mondo tutto, e ogni singola riunione sociale siccome una messe, la quale,
ben coltivata per mezzo di buoni operai, avrebbe riempiti i mistici granai di
abbondante raccolto, ma trascurata sarebbe miseramente perita.

“Gesù Signor
nostro con quelle parole veniva a dimostrare che la salvezza di questa mistica
messe delle anime sono i suoi sacerdoti, ma che, per ottenere questo
inestimabile bene, bisogna domandarlo all’altissimo Padrone, che è Dio, che è
Egli stesso. Volle istruirci che i suoi sacerdoti non sorgono a caso, non si
formano da sé, non può formarli l’umano sforzo, ma vengono dalla divina
misericordia, che li crea, che li genera, che li dona al mondo, e che se non si
prega per averli, non si ottengono!

“Non è forse
tutto ciò evidente? Iddio manda i santi sulla terra. Non è forse questa una
delle più grandi misericordie che Egli concede? Come si può pretendere di
averla se mai si domanda? Il comando di Gesù Cristo è molto chiaro: La messe è
molta, magli operai sono pochi: ROGATE ERGO DOMINUM MESSIS, UT MITTAT OPERARIOS
IN MESSEM SUAM”. (…)

“Il Rogate
contiene più che una esortazione, un comando di Gesù Cristo Signor Nostro
rivolto a tutti i cristiani e più particolarmente ai sacerdoti… In questa
parola dell’Incarnata Sapienza si racchiude un segreto di salvezza per la Chiesa e per la società”
(…)

“La divina
parola è sempre una sublime sintesi che racchiude innumerevoli misteri, e dalla
quale si possono trarre molteplici salutari applicazioni. Quel divino Rogate ergo non è solo da considerare in
rapporto ai Sacerdoti suscitati dalle supreme vocazioni, è da considerare in
ordine a quanti l’Altissimo spinge con la sua divina grazia ad operare un bene
più o meno efficace nella sua Chiesa, nella gran messe della anime”. (…)

“Siccome vi
sono quelli che seminano e quelli che mietono, quelli che innaffiano con le
lacrime il seme che germoglia, quelli che tornano gaudenti coi manipoli
raccolti, quelli che separano il grano dalla paglia, quelli che lo conservano
nei granai, quelli che lo distribuiscono, così nella formazione della salute
delle anime vi sono diversi agenti in diversi ceti e classi sociali”.

In questo
giorno, significativo in un cenacolo aperto durante tutto l’anno, Padre
Annibale prega assieme a noi, a tutta la Famiglia del Rogate, a tutti i fedeli che hanno a
cuore le vocazioni consacrate e tutte le vocazioni, per la salvezza delle
anime.