<b>6 agosto 2006 <br>80° Anniversario <br>dell'<u>APPROVAZIONE DELLE COSTITUZIONI</u></b>

6 agosto 1926

Monsignor Angelo Paino, Arcivescovo di Messina, con due Decreti distinti, approva le Costituzioni delle Figlie del Divino Zelo e dei Rogazionisti del Cuore di Gesù. Padre Annibale ottiene così il riconoscimento canonico (iuris diocesani) delle sue due Congregazioni religiose.

6 agosto 1926


Monsignor Angelo Paino, Arcivescovo di Messina, con due Decreti di-stinti, approva le Costituzioni delle Figlie del Divino Zelo e dei Rogazionisti del Cuore di Gesù.
Padre Annibale ottiene così il riconoscimento canonico (iuris diocesani) delle sue due Congregazioni religiose.

L'INSEGNAMENTO DI PADRE ANNIBALE

Le regole che vi proponiamo ad osservare per la vostra santificazione e bene delle anime, abbiatele accette come se la Santissima Vergine stessa ve le avesse date da parte di Nostro Signore Gesù Cristo. Leggetele e riflettetele attentamente. In esse si contiene, per sommi capi, quanto si richiede per acquistare lo spirito religioso. Se voi le osserverete fedelmente, punto per punto, fa-rete ogni giorno progressi nella santa vocazione e nelle virtù religiose. Nessun punto dovete trascurarne. Quell'anima che sarà la più diligente ad osservare ogni punto di queste regole, si farà ben presto santa, e diverrà sposa diletta del Sommo Bene Gesù.


Scritti, vol. 38, p. 102

PREGHIERA

O Gesù amorosissimo che siete la luce, la via, la verità, la vita, illuminate-ci, infondeteci santo coraggio e fervore, c conduceteci amorosamente per la via della perfezione alla vostra divina unione, mediante l'esatta osservanza della vostra divina legge e del Regolamento della nostra piccola Comunità. Vi preghiamo, Santo dei Santi, santificateci mediante l'esatto adempimento delle tre promesse che abbiamo fatte: castità, povertà, ubbidienza, in quel modo che il nostro regolamento ci prescrive. Vi preghiamo, o Cuore amatissimo di Ge-sù, metteteci a parte delle vostre ineffabili pene, e ferite i nostri cuori con il vivo interesse degli interessi del vostro divino Cuore, e fate che come ferite tortorelle gemiamo al vostro cospetto per impetrare dalla vostra infinita bontà i buoni operai della santa Chiesa, la salvezza degli innocenti, la conversione dei peccatori a vostra eterna consolazione.


Scritti, vol.2, p.6.