APOSTOLI DEL ROGATE: per QUALE MISSIONE?

Concluso il Convegno di studi della Famiglia del Rogate (7-10 dicembre 2006)

Offriamo una breve sintesi dei temi trattati e alcune accentuazioni emerse nel dibattito.

Il Convegno di studi si è caratterizzato per i membri della famiglia del Rogate: religiose, religiosi e laici, come un tempo di formazione permanente alla missione del Rogate relativamente alla preghiera per le vocazioni, la sua diffusione e la pastorale vocazionale.
Si è trattato di un’occasione di studio, di confronto e verifica, di ricerca e individuazione di modalità e ambiti di impegno per rinsaldare una rinnovata “passione missionaria” per il carisma che ci ha trasmesso Sant’Annibale Maria Di Francia in ascolto dei “segni dei tempi”.

Il Convegno di studi si è caratterizzato come un tempo di formazione permanente alla missione del Rogate relativamente alla preghiera per le vocazioni, la sua diffusione e la pastorale vocazionale. Si è trattato di un’occasione di studio, di confronto e verifica, di ricerca e individuazione di modalità e ambiti di impegno per rinsaldare una rinnovata “passione missionaria” per il carisma che ci ha trasmesso Sant’Annibale Maria Di Francia in ascolto dei “segni dei tempi”.





Il convegno si è concentrato dapprima attorno alla pericope evangelica del Rogate (Mt 9, 35-38; Lc 10, 1)). La riflessione si è snodata attraverso gli interventi del Priore di Bose, Enzo Bianchi, di P. Bartolomeo Sorge e di Mons. Bruno Forte.

Fratel Enzo Bianchi ha condotto una riflessione biblica sulla preghiera per gli “operai della messe”con una lettura sapienziale della pericope rogazionista nel vangeli di Matteo e di Luca.


Partendo dall’affermazione del primato assoluto della Parola, ha evidenziato che la preghiera evangelica più che richiesta, è essenzialmente ascolto, spazio di discernimento, accettazione della volontà divina, invocazione umile e fiduciosa dello Spirito che illumina e annulla le resistenze alla vocazione.
In definitiva la preghiera per le vocazioni si deve normare sul Padre Nostro, richiesta umile e fiduciosa della santificazione del Nome del Signore, l’avverarsi del suo regno, il riconoscimento della sua paternità.
Occorre pregare per le vocazioni con macrotimia (grandezza d’animo), senza angosce e paure, aperti alla imprevedibilità dello Spirito, vero frutto della preghiera), che fa nuove tutte le cose.

P. Bartolomeo Sorge invece ci ha parlato della messe che oggi continua ad essere molta, a fronte di operai che continuano ad essere pochi. Partendo dalla parabola evangelica del grano e della zizzania ci ha descritto la messe di oggi nella sua ambivalente complessità: secolarizzazione e secolarismo, laicità e laicismo, globalizzazione e solidarietà.


In questo contesto si richiedono operai che siano provvisti di più formazione, più audacia, più profezia, in definitiva un grande impegno culturale per affrontare le sfide del dialogo interculturale e interreligioso.
La Chiesa di oggi – egli ha aggiunto – vive una situazione di prova che annuncia una messe eccezionale. Fattori premonitori di questo raccolto sono il contributo dei “buoni operai” laici e l’efficacia trainante della carità.

Mons. Bruno Forte ha invece delineato i nuovi operai per la messe. Di fronte al fallimento delle prospettive della modernità e delle sue ideologie che hanno avuto l’unico esito della violenza e della morte, è ritornata oggi la “nostalgia del totalmente altro”.
Tre sono le urgenze che emergono: riproporre il primato di Dio nella fede, far risplendere il Vangelo della Carità, rendere ragione della speranza che è in noi.
Il nuovo operaio della messe, che è certamente il sacerdote e il consacrato, ma anche ogni cristiano che vive la sua vita come vocazione, è chiamato oggi ad essere mistico, adulto nella fede in Gesù Cristo, autentico testimone della carità, appassionato testimone della speranza e della gioia.
In definitiva l’operaio della messe deve riscoprire la bellezza di Cristo, divenirne testimone, facendone esperienza nella liturgia, luogo del incontro con la bellezza divina.

Un secondo momento ha avuto come protagonisti numerosi membri della famiglia del Rogate e, in definitiva, tutta l’assemblea.


P. Gilson Maia, rogazionista del Brasile, partendo dalla sua esperienza ecclesiale dell’America, ha parlato del contributo specifico “rogazionista” alla pastorale delle vocazioni. Ha evidenziato in particolare l’urgenza di favorire all’interno della congregazione e proporre all’esterno una cultura della vocazione come un autentico servizio nella Chiesa, ha sostenuto che la preghiera rogazionista è preghiera per tutte le vocazioni e per le vocazioni di tutti, in merito alla pastorale vocazionale ha ricordato la presenza effettiva tra i giovani, l’impegno comunitario nell’animazione vocazionale, la priorità della testimonianza di santità e del servizio ai poveri.



Sul tema: Annunciare oggi il vangelo del Rogate. Come? Si sono confrontati P. Sacco Raffaele, Direttore del Centro Rogate Internazionale di Roma, P. Lo Russo Gaetano, Animatore Era e Doriana Nuzzi, presidente UAR.
Ciascuno dei relatori ha riferito secondo l’ambito della propria competenza e del proprio collaudato impegno.

P. Raffaele ha anzitutto ribadito l’ineludibile esigenza di conoscere e studiare la teologia della vocazione e dell’odierna pastorale vocazionale. Descrivendo organismi e strutture che le nostre congregazioni si sono date per la diffusione del rogate, si è soffermato sulla necessità di predisporre un vero e proprio progetto culturale vocazionale.

P. Gaetano ha insistito sull’importanza della diffusione del carisma e la sfida dei mass media. Nel complesso campo della comunicazione occorre presenza, creatività, intraprendenza, audacia.

Infine Doriana ha parlato sulla responsabilità e impegni dei laici e in particolare ha proposto una lettura rogazionista dei cinque ambiti del recente convegno ecclesiale di Verona, cogliendone gli aspetti vocazionali prettamente laicali.


Questo secondo momento si è concluso con il dibattito in assemblea dove sono state espresse da parte dei diversi intervenuti, testimonianze, riflessioni, interrogativi e suggerimenti.





Il momento conclusivo è stato quello delle testimonianze espresse da Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, Sr. Maria Pia Giudici e Alessandra Borghese, Animatrice culturale. Testimoni di esperienze diverse e attuali, ci hanno parlato del loro cammino di fede, in modo particolare dell’esperienza della preghiera, allargando il discorso sulla problematica vocazionale e la crisi in atto, sul ruolo dei laici e della donna nella chiesa.

Alcune accentuazioni emerse

Consapevoli che il Rogate è missione che ingloba preghiera, testimonianza, azione, è emersa l’urgenza di promuovere all’interno della famiglia del Rogate una maggiore e avvertita conoscenza della cultura vocazionale, privilegiando così l’impegno della formazione. Tenendo presente l’articolazione triplice del tema si è evidenziato quanto segue.





Circa la preghiera:

- La nostra missione carismatica anzitutto e soprattutto si vive nella preghiera. Questo chiede Gesù nel Vangelo, questo ci ha insegnato Padre Annibale.

- La preghiera si fonda sulla parola di Dio. Si caratterizza perciò come ascolto umile e insistente della Parola che manifesta la volontà di Dio.

- L’ascolto della Parola avviene soprattutto nella liturgia dove facciamo esperienza della bellezza di Cristo.

- Occorre un’educazione permanente alla preghiera evangelica, modellata sull’esempio e l’insegnamento di Gesù.

- La preghiera è sorgente, sostegno e accompagnamento del cammino vocazionale di ogni battezzato.

- La preghiera rogazionista è preghiera per gli operai della messe, per tutte le vocazioni e per le vocazioni di tutti.

- Occorre individuare luoghi e comunità specificamente dediti alla preghiera rogazionista, come segno e testimonianza.

- Creare e favorire scuole di preghiera rogazionista.






Circa la diffusione

- La testimonianza della propria vita di preghiera per le vocazioni è il primo modo per favore la sua diffusione.

- Occorre attivarsi per far conoscere l’Unione di Preghiera per le vocazioni, come strumento particolare lasciatoci dal Fondatore per diffondere lo spirito rogazionista.

- I mass media sono strumenti importante per la diffusione. Occorre attrezzarsi per essere presenti nel complesso mondo della comunicazione.

- Rivedere i nostri organismi di apostolato del Rogate sul territorio per una maggiore efficienza ed efficacia. Individuare ed attivare a tutti i livelli modalità di collaborazione e di collegamento.

- Favorire la nostra presenza qualificata negli organismi ecclesiali vocazionali.

- Creare un migliore coordinamento per un’azione comune tra le diverse componenti della famiglia del Rogate.

Circa la pastorale vocazionale

- Promuovere il primato della preghiera nella pastorale vocazionale, come luogo di nascita, discernimento e crescita della vocazione.

- Favorire e promuovere nelle diverse componenti della famiglia del Rogate lo studio della teologia della vocazione.

- Mezzo “rogazionista” di proposta vocazionale è la testimonianza effettiva della solidarietà verso i più bisognosi.

- Intensificare la presenza nel mondo giovanile come campo prioritario di proposta vocazionale.