<i>16 maggio 2005</i> <br>Un anno fa<br> Padre Annibale Santo

Lettera del Superiore generale per il primo anniversario della canonizzazione del Fondatore

Viviamo questo primo anniversario della santificazione di Padre Annibale nel rendimento di grazie, recuperando quanto ci siamo proposti per l’anno in corso: ritornare all’esperienza di santità del Fondatore, che è proposto oggi modello alla Chiesa intera, per scoprirci testimoni, eredi e partecipi della sua santità.
Carissimi,

il prossimo 16 maggio, nel cuore del mese dedicato alla Madre di Dio, siamo al primo anniversario della canonizzazione del nostro Fondatore, sant’Annibale Maria.



Non possiamo non vivere questo felice appuntamento facendo personale e comunitaria memoria dell’evento che ci ha visti tutti, o con la presenza o con il cuore, in piazza San Pietro. Ancora riascoltiamo con trepidazione e con gioia le parole della solenne formula di canonizzazione pronunciate con voce affaticata, ma ferma, dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, ormai di santa memoria: Ad onore della Santissima Trinità, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, … dichiariamo e definiamo Santo il Beato Annibale Maria Di Francia… e lo iscriviamo nell’albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa sia devotamente onorato tra i Santi. Il sacro rito, le immagini dei nuovi santi, i colori della moltitudine che gremiva la piazza restano impressi nel nostro ricordo, e rinnovano i sentimenti di gioia profonda che ha pervaso ciascuno di noi.

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Lo sguardo ritorna sulla facciata della basilica per cercare il volto sereno di Sant’Annibale che, per l’eroica “passione” vissuta per la salvezza delle anime, è entrato nel gaudio della beatitudine con il riconoscimento delle sue straordinarie virtù dal Successore di Pietro, che lo ha indicato maestro di una “nuova via di santità”, sgorgata dal vangelo del Rogate.

Da quel giorno benedetto, stiamo vivendo un “tempo forte” di rendimento di grazie, di “doverosa riflessione” per meglio “apprezzare il grande dono ricevuto” e per una più consapevole “presa di coscienza di cosa esso comporti” per tutti noi. Stiamo, pertanto, cercando di camminare con rinnovato fervore spirituale “con sant’Annibale nell’anno dell’Eucaristia”.



L’Eucaristia, cuore della vita cristiana e sorgente della missione evangelizzatrice della Chiesa, è il Pane della Vita che sostiene i nostri passi nel deserto del quotidiano pellegrinare; l’Eucaristia ci svela l’amore del Padre, che si è manifestato nel suo Figlio, nella donazione sacrificale, per mutare in vita eterna la nostra condizione di morte nel peccato; l’Eucaristia ci attira verso questo amore eterno e misericordioso, e ci invia, in missione, verso i fratelli da redimere nell’amore.





Gesù nell’Eucaristia è stato il maestro di sant’Annibale. Da Lui, Pane spezzato, ha appreso la lezione sublime della carità, da Lui, Vittima sacerdotale, ha imparato a farsi servo misericordioso delle folle stanche e sfinite come pecore senza pastore, da Lui, perenne nostra Propiziazione, ha accolto il comando di pregare il Padrone della messe perché mandi i buoni operai.





Veramente sant’Annibale, prostrato in operosa adorazione dell’Eucaristia, è per noi, in quest’anno di grazia, formidabile guida a riscoprire la nostra consacrazione al Signore sulla via del Rogate, a dare autenticità e vigore spirituale alla nostra missione.>


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Il nostro affettuoso ricordo in questo primo anniversario va alla grata memoria del Sommo Pontefice, Giovanni Paolo II, la cui gigantesca figura si è straordinariamente manifestata agli occhi delle donne e degli uomini del mondo intero nel momento cruciale della sua esistenza, come Padre universale. Da Lui abbiamo avuto come ultimo dono la canonizzazione di Padre Annibale e l’anno dell’Eucaristia. Rendiamo ancora oggi lode e benedizione al Signore.



Il nostro rinnovato saluto va al suo successore, Benedetto XVI, che nella ricchezza di doti umane e intellettuali che lo contraddistingue, guiderà la barca della Chiesa nell’affabilità del “semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore”. Confermiamo a Lui, secondo l’insegnamento di Padre Annibale, il nostro amore, la nostra obbedienza, illuminata dalla fede nel mandato che Gesù ha dato a Pietro sulla riva del lago di Galilea.





Viviamo, quindi, questo primo anniversario della santificazione di Padre Annibale nel rendimento di grazie, recuperando quanto ci siamo proposti per l’anno in corso: ritornare all’esperienza di santità del Fondatore, che è proposto oggi modello alla Chiesa intera, per scoprirci testimoni, eredi e partecipi della sua santità.



La particolare memoria si prolungherà fino al prossimo 1° giugno, quando celebreremo per la prima volta, dopo la canonizzazione, la festa di sant’Annibale nel giorno della sua nascita al cielo.
Sarà un incontro di figli con il Padre, di fedeli con un potente intercessore, di discepoli con un maestro che ha scoperto il grande segreto della salvezza delle anime nella parola evangelica del Rogate.



Viviamo con la dovuta attenzione i giorni di preparazione alla festa. Andiamo a lui, come famiglia riunita nella fede, con le persone che il Signore ha affidato al nostro apostolato, per impetrare per ciascuno di noi lo stesso amore per Gesù nell’Eucaristia, la stessa fede e lo zelo per divenire Apostoli del Rogate.


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Nel mezzo di questi due appuntamenti di festa per il nostro Fondatore si pone la celebrazione della solennità del Corpo e Sangue del Signore che, nell’anno dell’Eucaristia, il Santo Padre ha chiesto abbia un rilievo tutto particolare. In Italia sarà vissuta in concomitanza con il Congresso Eucaristico Nazionale a Bari. Ricordiamo lo zelo profuso dal nostro Fondatore nel fare risuonare nei congressi eucaristici la preghiera del Rogate, sottolineando il legame strettissimo fra l’Eucaristia ed il Sacerdozio. È nostra premura rinnovare, nei contesti in cui operiamo questo messaggio di fede, da discepoli del Padre.



Ci avviciniamo poi verso la festa del nostro speciale patrono, sant’Antonio di Padova, grande apostolo innamorato della Parola di Dio e dell’Eucaristia, dal quale Padre Annibale ha appreso la smisurata carità per i piccoli ed i poveri, e che ha accolto sotto la sua particolare protezione la Pia Opera fin dal suo nascere.





In questo clima, dal 5 all’11 giugno, si terrà in Messina la Conferenza dei Superiori e Consigli di Circoscrizione, importante appuntamento di comunione, condivisione, confronto e programmazione, fra il Governo Generale e i Governi di Circoscrizione. Non dubito che verso questo convegno guarderà la preghiera delle Comunità tutte, dei singoli religiosi e dei laici uniti nella condivisione del carisma e dell’apostolato.





Con questi sentimenti, impetrando la benedizione del Signore per intercessione della Vergine Immacolata che onoriamo da veri figli devoti in questo mese a lei dedicato, saluto tutti con affetto fraterno.






Roma, 8 maggio 2005






Fr. Giorgio Nalin, RCJ


Superiore Generale