15 Gennaio 2011: Terzo giorno del VI Capitolo Provinciale ICN

La mattinata di questo terzo giorno capitolare si è svolta regolarmente e senza situazioni particolari da evidenziare. Dopo la celebrazione della S. Messa, presieduta da P. Silvano Pinato secondo lo schema di Maria Regina degli Apostoli, i delegati si sono suddivisi nelle due commissioni di lavoro istituite ieri sera iniziando l’analisi delle relazioni sullo stato della Provincia e sull’economia. Nel pomeriggio hanno proseguito i lavori mentre la Presidenza si riuniva per stabilire un’ipotesi di Calendario delle attività. Nella giornata di domani, domenica, i lavori capitolari sono sospesi e ci si rivedrà, con ogni probabilità, lunedì mattina per la presentazione delle osservazioni e considerazioni emerse in commissione.

Riportiamo di seguito la riflessione omiletica che il Padre Generale ha offerto ai capitolari nella Celebrazione Eucaristica del primo giorno.

Capitolo Provinciale Italia Centro Nord
Omelia del P. Generale in occasione della celebrazione eucaristica di apertura del VI Capitolo Provinciale ICN
13/01/2011


Carissimi Fratelli,

con questa celebrazione eucaristica diamo inizio al VI Capítolo della Provincia Italia Centro Nord. Con grande gioia ci ritroviamo insieme radunati in comunione con la Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, sostenuti da Maria nostra madre, dall’intercessione di Sant’Annibale e di tutti i santi e sante protettori della Congregazione. Siamo qui riuniti avvolti ancora dalla luce del Natale e dell’Epifania che ci porta pace, manifestazione del Verbo fatto carne, espressione di speranza, gioia di salvezza, futuro per un mondo nel quale piccoli e poveri saranno benedetti.
Un caro e affettuoso saluti ad ognuno di voi, religiosi delegati di questa nostra Provincia. Voglio ringraziare voi tutti per la vostra presenza, la disponibilità, e la testimonianza di vita religiosa. Voglio inoltre manifestarvi tutto il mio apprezzamento per l’impegno nella missione che vi è stata affidata a voi e ad ogni singolo confratello delle vostre comunità. Infatti ognuno di noi è portavoce della vita e della missione di ogni confratello e di ogni nostra comunità, di ogni nostra opera vocazionale, formativa e apostolica.
Ci accompagnano con le loro attese e speranze tutta la Famiglia del Rogate, le Consorelle Figlie del Divino Zelo, le Missionarie Rogazioniste, i gruppi, i movimenti e associazione legati al carisma, gli educatori, gli operatori pastorali, i benefattori, i collaboratori e tutti coloro che a noi sono uniti con la preghiera e l’amicizia.
Questo Capitolo, che non ha solo una valenza congregazionale ma anche ecclesiale, fa seguito ad altri due eventi importanti: il Capitolo della Provincia latino-americana, dell’ottobre scorso, celebrato in San Paolo del Brasile, nel quale è stato rinnovato il locale Governo Provinciale e la Assemblea dei religiosi della Delegazione filippina, del 27 e 28 dicembre scorso celebrato in Manila nel quale è stato nominato il nuovo Superiore con il suo Consiglio.  
Il  Capitolo Provinciale “nella sua composizione esprime la partecipazione dei Religiosi della Provincia e promuove nell’ambito di essa la vita spirituale e l’apostolato in attuazione del carisma della Congregazione, ed inoltre elegge il Superiore Provinciale e il suo Consiglio” (Costituzioni, n. 242).
Siamo pertanto chiamati, noi per primi, a vivere ed esprimere la nostra consacrazione e vita fraterna in comunità e come comunità. Vivendo in spirito di unità e di comunione promuoveremo la vita religiosa, la nostra spiritualità e la nostra specifica missione.
Siamo stati eletti e convocati per fare “soprattutto un’attenta revisione della vita religiosa affinché i Religiosi della Provincia prendano coscienza  del loro impegno di santificazione e di zelo apostolico” (Norme, 247).
Sotto questa prospettiva, si comprendono meglio le funzione di questo Capitolo: 
a) l’esame e la valutazione dello stato del personale, della disciplina e della gestione economica della Provincia (vedere);
b) la riflessione e l’approfondimento di temi legati alla vita e alla missione dei religiosi della Provincia, attraverso una costruttiva discussione (giudicare);
c) la proiezione di sè, la progettazione e l’avvio di un buon cammino della Circoscrizione, sulla scia di indicazione, priorità e linee di azione ben precise (agire);
d) l’elezione del Superiore Provinciale e del suo Consiglio, in spirito di fede e di servizio, a garanzia dell’unità e della comunione con il carisma della Congregazione trasmessoci dal S. Fondatore. 
Ecco, cari fratelli, il compito affidatoci e al quale dobbiamo rispondere. Ascoltiamo i segni dei tempi: questo è tempo di discernimento e di scelte, di estrema responsabilità.
Il Capitolo, come abbiamo già accennato sopra, é un evento eminentemente spirituale: è l´ora della manifestazione della Trinità in mezzo a noi. È un evento carismatico che contribuisce alla crescita e al bene dell’intero Istituto. È infine un evento missionario in quanto noi tutti non solo siamo portatori di un messaggio di salvezza ma anche quello trasmessoci da nostro Signore Gesù Cristo: Rogate!
L´Instrumentum Laboris, circa il compito del VI Capitolo, dice che deve facilitare “una presa di di coscienza delle attuali emergenze e favorire nello stesso tempo un sereno discernimento sui temi della Regola di vita rogazionista nei suoi aspetti costitutivi della spiritualità e del carisma, della vita in comune e della formazione, del valore della persona e della missione, cercando di coniugare esperienza spirituale e operatività, criticità e opportunità, tradizione e innovazione”. 
Così facendo la nostra assemblea vivrà appieno quella unità già sperimentata durante l’ XI Capitolo Generale, celebratosi dal 5 luglio al 4 agosto, qui a Morlupo e che ha inteso approfondire e completare il lavoro sulla Regola di Vita, le Costituzione e le Norme. E’ stato un lavoro di revisione faticoso ma significativo, durato ben 6 anni, e conclusosi, alla luce dello Spirito, con la grazia di Dio e la mediazione di tanti confratelli e comunità.
Ci aiuterà efficacemente, nei prossimi anni, a vivere la nostra vita e la missione rogazionista.
L’XI Capitolo Generale ha avuto per tema: “La Regola di Vita Rogazionista. Espressione della consacrazione, garanzia dell´identita carismatica, sostegno della comunione fraterna, progetto della missione”.
Il Documento finale del XI Capitolo Generale a noi affidato,  deve diventare un testo di riferimento fondamentale ognuno di noi, per ogni nostra comunità, e dovrà ispirare la programmazione che verrà elaborata dal nuovo Governo Provinciale per il prossimo quadriennio.
Ogni Circoscrizione é chiamata a far suo questo cammino, per realizzare una rinnovata inculturazione del Carisma per il bene di tutta la Congregazione e dei nostri assistiti.
Il riferimento biblico scelto a titolo dell’Instrumentum laboris del VI Capitolo Provinciale ICN,  “Il tuo volto Signore io cerco”, è veramente appropriato per illuminare l´attuale situazione e ci offre l’opportunità di trovare un punto di riferimento alla vita e alla missione della Provincia. Propone il discernimento come metodo di analisi per la vita e le opere della Provincia.  Questo riferimento, molto legato con quanto è espresso dal documento “Il servizio dell’autorità e l´obbedienza”, ci dà la possibilità di sperimentare veramente ¨l´impegno gioioso e insieme laborioso della ricerca assidua della volontà divina, e per questo sceglie di utilizzare ogni mezzo disponibile che l’aiuti a conoscerla e la sostenga nel darvi compimento” (SAO, n. 1).
Provvidenzialmente la Parola di Dio, ora ascoltata, ci aiuta all’inizio del cammino dei lavori capitolari.
La lettera agli Ebrei ci ricorda il rischio di non saper leggere con chiarezza la presenza operante di Dio nella nostra vita. L´appello di oggi, “se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori”, ci ricorda che non dobbiamo avere un cuore perverso e senza fede. Esso ci allontana dal Dio vivente e noi siamo una Congregazione che, come la Chiesa, deve essere in continua ricerca della verità, del volto del Signore. Una Congregazione, una Provincia chiamata a rinnovarsi e a cambiare se necessario le strutture, per essere sempre segno di salvezza per gli uomini di oggi.
Come abbiamo pregato nel Salmo, chiediamo umilmente al Signore  che in questi giorni possiamo ascoltare di cuore la voce del Signore e incontrare il suo volto.
Nel Vangelo di Marco troviamo Gesù che, senza preoccuparsi delle prescrizioni della legge mosaica, secondo le quali il contatto con un lebbroso rendeva impuri, tocca con la mano l´uomo, lo purifica, e lo manda ad annunciare la propria guarigione. Il lebbroso manifesta una totale fiducia in Cristo, pronto ad accettare ogni sua decisione: “Se vuoi...”. Gesù, guarendolo, rende visibile la bontà del Padre che ha pietà della miseria umana.
Ha veramente compassione.
Anche noi, capitolari, siamo chiamati ad avere la stessa fiducia che ha avuto quel lebbroso. Il Signore vuole, vuole sempre, e si fida di noi, per proclamare e divulgare la sua parola: proclamare e divulgare il Vangelo, il Rogate.
E’ innegabile che anche noi abbiamo bisogno di aiuto, di conversione, di rinnovamento spirituale. Siamo in cerca del volto del Signore, rivelato in diversi modi nei tempi antichi, come abbiamo ascoltato giorni fa nella Lettera agli Ebrei.
Oggi parla a noi per mezzo del suo Figlio, in forme e modi sempre nuovi.
La compassione e la fiducia di Padre Annibale lo hanno reso santo, gli hanno permesso di ascoltare efficacemente la voce di Dio, gli hanno cambiato la vita. La sua ricerca del volto del Signore ha trovato una risposta e un segno sia nella preghiera costante e fiduciosa al Padrone della messe, che nel soccorso del povero Zancone e di tutti i poveri, piccoli e abbandonati, che hanno incrociato i suoi passi. Così facendo egli ha consegnato vita, libertà, guarigione e salvezza.
Ed era questo il sogno del nostro Santo Fondatore: che tutti i poveri aiutati materialmente e spiritualmente diventassero a loro volta proclamatori e divulgatori del divino comando: Rogate ergo. 
Per concludere voglio riportare alcuni punti della riflessione fatta dall’Assemblea Annuale dei Superiori Generali, celebratasi a Roma nel novembre scorso, e che pone l’attenzione su tre dimensione o aspetti fondamentali della vita religiosa nella società e nella Chiesa di oggi. Credo siano sfide importanti anche per noi che viviamo questo Capitolo Provinciale.
La prima dimensione sulla quale siamo chiamati a interrogarci,  è l’identità. Essa si fonda su una grande esperienza di Dio, una spiritualità animata dalla gioia dell’incontro personale con Gesù Cristo, e frutto dell’incontro con l’altro, il fratello, che per noi è il piccolo e il povero.
La seconda è la credibilità. Essa richiede una vita povera, con i poveri, per i poveri, come i poveri, sostenuta da una volontà di radicale e piena donazione della propria vita e senza altro interesse se non quello di seguire più da vicino Gesù che si dona agli ultimi.
La terza è la visibilità. Essa richiede una testimonianza personale libera e gioiosa, una libertà interiore e di spirito, una intensa e fraterna vita comunitaria. Il popolo di Dio ci riconoscerà perché ci vedrà vivere e lavorare insieme come fratelli, servendo la Chiesa, annunciando e realizzando il Regno di Dio che è già iniziato ed è presente in mezzo a noi.
In tutto e per tutto ringraziamo il Signore e lodiamo sempre il suo Santo Nome  insieme a Maria e l’intercessione del nostro Santo Fondatore, Annibale Maria Di Francia.

P. Angelo Ademir Mezzari, RCJ

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