L´OMELIA DI MONS. ÂNGELO ADEMIR MEZZARI, rcj,

Vescovo Ausiliare dell´Arcidiocesi di San Paolo, presso il Santuario Nazionale di Nostra Signora “Aparecida” in occasione del 40º anniversario dalla Rivista Rogate.

1) La Rivista Rogate e la Chiesa: Vogliamo ricordare e ringraziare i 40 anni dalla creazione della Rivista Rogate per l'Animazione Vocazionale, iniziativa della Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, rivista al servizio della Chiesa in Brasile, proprio nel 1982, l'anno che precedette il 1° Anno Vocazionale del Brasile, che sarebbe stato celebrato nel 1983. Vogliamo ricordare l'immenso servizio reso alla Pastorale Vocazionale, nella promozione dei diversi doni, carismi e ministeri nella Chiesa, grazie allo Spirito per il bene di tutti. E per rendere grazie, nel Santuario della Madonna “Aparecida”, per tutti i benefici ricevuti, per sua intercessione, colei che è la prima vocazione del Padre e discepola di suo Figlio Gesù. Vogliamo lodare il Signore per questa storia meravigliosa, con tanti frutti raggiunti e tanto bene fatto nella Chiesa,  popolo di Dio. Allo stesso tempo, prego, con l'aiuto della Beata Vergine Maria, che la Rivista Rogate per l'Animazione Vocazionale continui ad essere fedele ai suoi valori fondanti, soprattutto perché cerca di rispondere al mandato che nasce dal Cuore compassionevole di Gesù, il quale, vedendo la folla stanca e abbattuta, come pecora senza pastore, disse: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Chiedi dunque al padrone della messe che mandi operai nella sua messe” (cfr Mt 9,35-38; anche Lc 10,2).

2) La Parola di Dio: La Parola di Dio ci aiuta e ci incoraggia nella memoria e nel ricordo dei 40 anni della nostra Rivista Rogate, che è al servizio di tutte le vocazioni. Vediamo infatti nel Vangelo che nel racconto dell'esperienza pasquale dei discepoli, ma anche nel cammino personale ed ecclesiale di fede, arrivano le tenebre, soffiano forti venti, il mare è agitato, tutto sembra perduto, perché “Gesù non viene ancora loro incontro” (Gv 6,17). Viviamo in un tempo di dolore e sofferenza, di paura e di angoscia, in molte situazioni non percepiamo la presenza di Dio, ci sentiamo fragili e abbandonati, la realtà sociale e familiare peggiora, ma non ci scoraggiamo, sogniamo la pace e la fraternità, un mondo più giusto e fraterno.

Ma ecco, il Signore Gesù viene incontro a noi, si avvicina alla nostra vita, alla nostra barca. E di fronte alla paura e all'insicurezza, al buio e alla tribolazione, ci dice: “Sono io. Non temere” (Gv 6,20). Quanto è cosa buona, cari fratelli, ascoltare e accogliere questa Parola. Egli è in mezzo a noi, vivo e risorto, in Lui riponiamo la nostra fiducia, la sua presenza e il suo amore ci sostengono. Per questo non dobbiamo avere paura, ci appoggiamo a Cristo, crediamo in Lui fermamente, rinnoviamo la speranza, calmiamo il mare agitato della vita e della storia, e raggiungiamo l'altra sponda, della fraternità, della serenità e della pace. Apparendo ai discepoli sull'acqua, Gesù si rivela, mostra la sua identità, chi è veramente. Nella preghiera, Gesù li ha chiamati a stare con lui per mandarli in missione (Mc 3,14). Sappiamo che la barca di Cristo, che è la Chiesa, non sarà vinta dalle forze del male, né il mare selvaggio e le sue acque turbolente potranno travolgerci. Ma con la forza della fede, e ancorata a Cristo, la Chiesa raggiungerà un terreno solido, la vita piena, l'eternità.

3) La missione della Chiesa: E così la Chiesa va avanti, annunciando il Vangelo, testimoniando Gesù Cristo Crocifisso, la sua risurrezione, come ci mostra il bel testo degli Atti degli Apostoli (At 6,1-7). La prospettiva vocazionale è importante, perché nella comunità, di fronte ai bisogni che sorgono, i doni si moltiplicano, emergono i carismi. E giustamente gli Apostoli danno la priorità alla “predicazione della Parola di Dio” (At 6,2) e alla preghiera (At 6,4), e attraverso la preghiera e l'imposizione delle mani (cfr At 6,6), confermano la scelta dei “sette uomini di buona reputazione, ripieni di Spirito e sapienza” (At 6,3), a “servire le mense” (At 6,2), il servizio della carità. Questa è la missione della Chiesa, che confida nello Spirito e promuove la molteplicità e complementarità dei ministeri. I frutti sono visibili nella comunità nascente e fiorente: la Parola di Dio si diffonde, il numero dei discepoli cresce e molti accettano la fede e seguono Gesù.

4) La nostra missione come Famiglia del Rogate: Cari fratelli e sorelle, possano le Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo, fondate da Sant'Annibale Maria Di Francia, insigne Apostolo della Preghiera per le Vocazioni, padre degli orfani e dei poveri, e insieme oggi ai Missionari Rogazionisti e all'intera Famiglia del Rogate, continuate a propagare nella Chiesa e nel mondo il mandato di Gesù di pregare per le vocazioni, essendo essi stessi i primi operai della messe. E la Rivista Rogate per l'animazione vocazionale sia sempre più strumento di evangelizzazione, al servizio di tutte le vocazioni nella Chiesa, susciti e incoraggi tutti, perché ascoltino la chiamata di Dio e rispondano con amore.

5) Scopo infallibile: Senza preghiera non c'è animazione vocazionale, vocazioni e ministeri. Perché ciò avvenga è necessario pregare, pregare molto, pregare sempre e incessantemente, perché il Signore mandi vocazioni buone e sante. Preghiamo per le famiglie, i genitori e i bambini; imploriamo ministeri e servizi laicali; imploriamo uomini e donne consacrate e consacrati dai consigli evangelici; preghiamo per ministri ordinati: diaconi, sacerdoti e vescovi.

Infine, il mandato di Gesù continui a risuonare da questo Santuario Nazionale: Pregate il Signore della Messe. Ci aiuti e interceda per noi Madre Aparecida, colei che ha detto “Si” e ha fatto la volontà del Padre, essendo Serva del Signore, Madre del Rogate. Amen.

 

                                                                       +Ângelo Ademir Mezzari, RCJ

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