IV DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO B | 10/02/2024

Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,14-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore.

Breve riflessione

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” (Giovanni, 3, 16)

    Nicodemo, un onesto fariseo, va a trovare Gesù di notte per non farsi accorgere dai suoi colleghi. Lo ha sentito parlare, ha visto i suoi miracoli, ha capito che è un vero maestro.
     Gesù rispetta la paura di Nicodemo e con lui s’intrattiene a lungo, rivelandogli il senso della sua missione tra gli uomini e facendogli anche delle confidenze. Dice per esempio: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chi crede non muoia, ma abbia in lui la vita eterna”. Gli rivela perfino che sarà crocifisso, ma che l’nfame patibolo sarà fonte di salvezza per chi crederà in Lui..
     Ma a chi non crede che cosa succede? Risposta: la salvezza dipende dal bene che ognuno saprà fare.  È tragico lasciarsi sedurre dal male: “La luce –dice Gesù-è venuta nel mondo,  ma gli uomini hanno preferito le tenebre”.    

Fonte: RAI-Radioouno, P. Vito Magno, rcj

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