Nella rivista “Tempi dello Spirito” – n. 213 Apr – Set 2018, Don Giuseppe De Virgilio presenta il volume di P. Schiavone, pubblicato dalla Editrice Rogate su S. Annibale Maria Di Francia.

Nella rivista “Tempi dello Spirito” – n. 213 Apr – Set 2018, Don Giuseppe De Virgilio presenta il volume di P. Schiavone, pubblicato dalla Editrice Rogate su S. Annibale Maria Di Francia.

P. SCHIAVONE, Sant’Annibale Maria di Francia, maestro di discernimento, Editrice Rogate, Roma 2017, 318 pp.

Il volume di P. Schiavone SJ, professore emerito di Teologia Spirituale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, approfondisce il tema del discernimento spirituale nell’insegnamento e nella vita di Sant’Annibale Maria Di Francia (Messina, 1851 – 1927).

Nell’Introduzione (pp. 11-12) l’autore segnala il metodo di ricerca e l’itinerario concettuale del suo lavoro.

Partendo dal significato del termine «discernimento», p. Schiavone analizza i tratti del processo decisionale, evidenzia i mezzi utilizzati e segnala le regole che caratterizzano il discernimento negli scritti di S. Annibale. Senza la pretesa di esaustività l’autore preferisce seguire un approccio antologico-tematico all’ampia produzione letteraria del «santo messinese», mostrando le diverse sfaccettature teologico-spirituali. Il libro si articola in una breve Introduzione (pp. 11-12), a cui seguono undici capitoli che compongono il corpo del volume (pp. 13-230), una Conclusione (pp. 231-233) e un’ampia sezione dedicata alle Appendici (pp. 235-311).

La finalità della ricerca consiste nel tracciare un itinerario spirituale all’interno degli scritti di S. Annibale e di presentare la ricchezza del messaggio teologico del santo, quale valido ed efficace contributo per la crescita e la maturazione dei credenti.

Negli scritti del fondatore dei Padri Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo si coglie un articolato e ricco processo di discernimento che avviene «nella Chiesa e per la Chiesa». In tale senso lo studio di p. Schiavone mette in luce non solo la conoscenza della statura spirituale del fondatore messinese, ma anche la straordinaria attualità del tema per il cammino odierno delle comunità cristiane. TdS 2018/213 89 Ricostruendo i «termini del discorso» (pp. 13-35) si pone anzitutto in evidenza l’importanza del dono del discernimento inteso come «carisma» concesso per mezzo dello Spirito Santo (donum gratis datum).

Negli scritti annibaliani si precisa che tale carisma rientra nell’ambito del dono del «consiglio, grazie al quale si arriva a “saper scegliere tra il bene e il male» (p. 32). Sicuramente S. Annibale ebbe questo dono, mostrando in diverse situazioni di saper distinguere ciò che era di natura mistica «da quanto era frutto di fantasia eccitata e d’isterismo» (p. 35). Un aspetto costitutivo del processo di discernimento consiste nel vivere la «preghiera centrata su Gesù» (pp. 37-42), sostenuta dalla frequentazione delle Sacre Scritture e dalla quotidiana lettura spirituale della Bibbia (lectio divina). Il discernimento riguarda la comprensione della volontà di Dio (cf. «Sant’Annibale e la volontà divina»: pp. 43-51) che il santo ebbe come preoccupazione costante del suo ministero. Con piena docilità alla Chiesa S. Annibale ha compreso la sua vita e le sue opere come dono della provvidenza celeste, sottomettendosi al volere divino con filiale umiltà.

Circa il «servizio del carisma» (pp. 53-68) p. Schiavone focalizza l’essenza e lo scopo del «Rogate» che consiste anzitutto nella preghiera evangelica per ottenere da Dio i «buoni operai» (Mt 9,37). La preghiera è associata alle opere di carità a favore dei poveri sotto il segno del «Cuore eucaristico di Gesù». Preghiera e azione, supplica e impegno caritativo hanno caratterizzato il carisma di S Annibale, che tutto faceva iniziare e terminare con la SS. Eucaristia.

Nell’ampio capitolo intitolato «Tra forze di bene e forze di male» (pp. 69- 101), il nostro autore affronta la dinamica della «lotta interiore» ampiamente attestata nelle fonti rogazioniste. Si presenta l’azione vitale dello Spirito Santo che opera nel cuore dei credenti e suscita il camino della santificazione e della preghiera. Il discernimento spirituale non può che avvenire sotto l’azione dello Spirito di Dio, com’è testimoniato nelle biografie di tanti santi.

Mediante la preghiera evangelica del Rogate il dinamismo dello Spirito agisce nell’intimo del cuore umano, crea comunione e conduce alla verità. Alleati dei credenti sono gli angeli messaggeri della volontà divina e custodi dei suoi doni. All’angelo custode deve sapersi affidare ogni uomo per essere assistito nel discernimento delle divine aspirazioni. Nella consapevolezza che la lotta tra il bene il male non cesserà mai, il credente combatte «giorno e notte» per raggiungere la serenità dell’anima e dominare le proprie passioni che spingono a seguire lo «spirito mondano».

Nel capitolo riguardante di «Mezzi per discernere (pp. 103-130) p. Schiavone passa in rassegna diverse elementi spirituali del cuore umano: la tenerezza, gli affetti, la consolazione, la gioia interiore, rileggendoli attraverso gli TdS 2018/213 90 scritti di S. Annibale. Il santo messinese sperimentò anche la desolazione, le difficoltà e la correzione del Signore. In diverse omelie e lettere S. Annibale si affida alla protezione della Vergine Maria e abbraccia la croce di Cristo, dove trova sostegno e forza. Dalle testimonianze riferite dai suoi diretti collaboratori, emerge come il cuore di S. Annibale fosse rapito dall’amore divino, configurato al mistero del Crocifisso e pienamente disponibile alla volontà celeste. «L’alto livello di santità raggiunto dal Nostro, grazie anche alle desolazioni, risulta pure dall’attenzione e docilità allo Spirito Santo» (p. 129). Circa le «Necessarie condizioni» (pp. 131-161) che caratterizzano la personalità spirituale del santo messinese, si deve evidenziare «la lucerna della chiaroveggenza» che lo aiutava a coltivare la pace dell’anima. Egli non cedette mai a illusorie consolazioni. Risultano efficaci le considerazioni svolte sul discernimento morale e gli inganni derivanti dalle pseudo-consolazioni (cf. pp. 138-159).

Molto incisiva risulta lo sfondo paolino del tema del discernimento (cf. P. SCHIAVONE, Il discernimento evangelico oggi. Cercare e trovare la volontà di Dio, ESUR, Messina – CIS Roma 191988, 47-61). Si mette in grande evidenza il profilo della spiritualità annibaliana con l’invito paolino a «non conformarsi alla mentalità del mondo ma lasciarsi trasformare rinnovando il nostro modo di pensare» (Rm 12,2).

Gli atteggiamenti che segnano il distacco dal mondo, la «perfetta indifferenza», la piena libertà, la non contaminazione con il peccato, ritornano in molti pronunciamenti di S. Annibale che visse in sé e insegnò per gli altri l’adesione piena alla volontà divina. In questo essenziale processo di configurazione consiste il «culto spirituale» (Rm 12,1) e si comprende la statura carismatica del nostro santo. Nel capitolo intitolato «Metodi di ricerca» (pp. 163-189) p. Schiavone si sofferma su «come» il santo messinese ha intuito il carisma e ha vissuto la propria vocazione sacerdotale.

Qualcosa di straordinario ha segnato la vocazione di S. Annibale che fu fin dall’inizio «irresistibile, improvvisa e sicurissima» (p. 167). S’individua il procedimento metodologico con cui il Di Francia ha colto la propria vocazione e ha fatto discernimento: «studiava, rifletteva, pregava, si consigliava». Confidando nell’azione dello Spirito, S. Annibale si rese docile alle sue mozioni e si consacrò pienamente al mistero della redenzione umana» (p. 177).

La devozione a S. Barsanofio costituisce un importante esempio del metodo di discernimento seguito dal Di Francia.

 

Mons.Prof. Giuseppe De Virgilio

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