Uniti con i Confratelli ritornati alla Casa del Padre

È il titolo della lettera Circolare, con data 25 luglio 2020, che il Padre Generale, P. Bruno Rampazzo, sta inviando alla Congregazione. Egli prende lo spunto dalla prova della Provincia Sant’Annibale, durante i primi mesi di quest’anno, con la scomparsa di diversi Confratelli, e dal flagello della pandemia che nel mondo sta mietendo innumerevoli vittime. 

“Da questa grande prova – egli aggiunge - siamo mossi a riflettere sulla precarietà della nostra condizione umana e, nello stesso tempo, a rafforzare la nostra fede nella misericordia del Signore, che ci guarda dal Cielo dove per ciascuno di noi è stato preparato un posto.

“Il profondo senso di appartenenza alla nostra famiglia religiosa ci induce, naturalmente, a percepire la comunione con i nostri confratelli che ci hanno preceduto nel ritorno alla Casa del Padre, come siamo soliti affermare.

“Sono una testimonianza di ciò le attività previste, durante quest’anno, dalla Provincia San Luca per il 70° dell’arrivo dei primi missionari rogazionisti in Brasile o le iniziative che sono state organizzate nelle Filippine, nel ricordo di P. Cesare Bettoni o in Italia, a San Demetrio, per P. Antonio Barbangelo da parte dei suoi Ex Alunni.

“Ritengo che la conoscenza e riconoscenza grata verso i confratelli che ci hanno preceduto è un aspetto che dovremmo tenere sempre vivo e curare in una maniera particolare.

            P. Bruno, poi, fra i Confratelli che ci hanno lasciati, invita a ricordare coloro dei quali durante quest’anno ricorre il centenario della nascita:

“In particolare, vorrei, quest’anno, che si facesse memoria dei seguenti confratelli nel centenario della loro nascita:

P. Michele Lamacchia          21.03.1920

P. Michele Ferlisi                  30.04.1920

P. Antonio Barbangelo         10.06.1920

P. Michele Amato                 07.08.1920

P. Gaetano Ciranni               24.09.1920

P. Vincenzo Santarella         20.10.1920

P. Giuseppe Leo                   21.12.1920”

“Possiamo dire - egli osserva - che, universalmente, il ricordo «degli antenati» è un bisogno sacro che ci proietta verso un futuro perché c’è stato un passato che ha costruito il presente”.

 

 

Allegati: 
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