Trasmettiamo la lettera circolare di saluto del Superiore della Provincia Sant'Annibale e Sant'Antonio, P. Antonio Leuci, del 28 agosto 2025
Memoria liturgica di S. Agostino dottore della Chiesa
Uniti e in cammino nel cuore del carisma del Rogate.
MM. RR. Superiori e Confratelli Comunità religiose della Provincia
Loro Sedi
Membri del laicato rogazionista associato e non
Loro sedi
Carissimi,
vi scrivo con il cuore ancora vibrante per la grazia che abbiamo vissuto nel nostro Capitolo Speciale dell'unificazione delle due Provincie in Italia. È stato un vero e proprio cenacolo di fraternità, un'esperienza sinodale che ci ha permesso di metterci in ascolto profondo dello Spirito per tracciare il percorso futuro sotto un unico, grande orizzonte:
«Uniti e in cammino in una rinnovata sequela sulle orme del nostro Fondatore, sant’Annibale Maria Di Francia».
Nell’intraprendere questo nuovo cammino, sento la gioia ed il dovere di esprimere una profonda gratitudine.
Innanzitutto, un grazie sincero ai due Governi Provinciali che ci hanno preceduto, per la loro dedizione, il loro sacrificio ed il lavoro, spesso silenzioso e complesso, con cui hanno preparato il terreno per questo nuovo capitolo della storia della Congregazione in Italia.
Un grazie di cuore a ciascuno di voi, cari confratelli, per la vostra partecipazione attiva, la vostra preghiera, la vostra apertura di cuore e la vostra parresia, cose tutte che hanno reso il recente Capitolo Provinciale un momento di fraternità, verità e comunione.
Un pensiero particolarmente grato ed affettuoso desidero rivolgere ai confratelli anziani ed ammalati. La vostra preghiera e la vostra sofferenza, offerte in unione a Cristo per la fecondità della missione rogazionista, costituiscono il cuore nascosto ma pulsante della Provincia, il sostegno spirituale indispensabile per il quale non vi ringrazieremo mai abbastanza.
Il mio ricordo riconoscente si estende poi con pari affetto a tutta la Famiglia del Rogate: i membri delle Associazioni laicali, i collaboratori, i benefattori e tutti coloro che, pur non avendo un legame formale, condividono con noi la passione per il carisma del Rogate e collaborano attivamente alla diffusione del messaggio di sant'Annibale nella Chiesa e nel mondo. Siete parte pregiata della nostra missione.
Il nostro cammino ora riparte dal cuore ardente del nostro carisma, il Rogate che sant'Annibale ci ha lasciato non come un semplice compito, ma come un modo di essere e di guardare alla Chiesa ed al mondo.
Oggi, mentre la Chiesa, sotto la guida di papa Leone XIV, si interroga su come essere più missionaria e sinodale, noi, pellegrini di speranza, riscopriamo l’attualità della nostra vocazione: pregare il Signore della messe e, al tempo stesso, essere noi per primi operai instancabili nella sua vigna, specialmente là dove i frutti sono più scarsi e gli operai più necessari, ovvero tra i piccoli, i poveri, gli orfani.
Il Documento Capitolare che abbiamo insieme elaborato e che sarà divulgato dopo l’approvazione formale del Superiore Generale, non è un manuale di istruzioni o di ingiunzioni, ma il progetto e l’itinerario per un nuovo esodo, che richiede prima di ogni altro, la risposta a convertirci, per essere più fedeli al Vangelo e più incisivi nel nostro tempo con la missione che il Signore ci ha affidato attraverso la testimonianza di S. Annibale e la storia ormai consolidata della nostra Congregazione.
Vorrei pertanto soffermarmi su alcuni elementi di questo cammino:
- La Comunità come grembo vocazionale e casa della comunione.
Il Documento citato, richiama a superare la stanchezza e l'isolamento per edificare Comunità che siano profezia vivente. Il Concilio Vaticano II, col decreto Perfectae caritatis, ha ricordato che la vita fraterna è essa stessa un apostolato fondamentale. Oggi, nel pieno del Cammino Sinodale e nel corso dell’Anno Santo, tutto ciò assume un significato ancora più forte: le nostre Case devono diventare palestre di sinodalità, luoghi nei quali si impara ad ascoltarsi, a discernere insieme, a portare i pesi gli uni degli altri (Gal 6,2) e a donare e vivere il perdono. Solo una Comunità riconciliata e fraterna può essere un grembo credibile e fecondo, dove nuove vocazioni possano nascere e maturare, ed una forma efficace di attrattazione che provenie non dalle nostre parole, ma dalla bellezza e dalla verità della comunione evangelica e carismatica che noi viviamo.
2.La missione con i laici: dalla collaborazione alla corresponsabilità.
È un'eco potente della visione ecclesiologica del Vaticano II, particolarmente la costituzione Lumen Gentium, che ci vede tutti come popolo di Dio in cammino. Il recente Capitolo ci spinge a un vero e proprio cambiamento di mentalità, per sconfiggere ogni tentazione di clericalismo. Non si tratta solo di dare un ruolo ai laici, ma di riconoscere la loro specifica vocazione laicale rogazionista come un dono per l'intera Famiglia Rogazionista. Questo significa coinvolgerli nei processi decisionali, nella pianificazione pastorale ed apostolica e nella formazione carismatica, in modo da elaborare e costruire insieme, in un’autentica alleanza, progetti di servizio e di evangelizzazione che siano espressione di un unico corpo con le diverse membra.
3.Il grido dei poveri e il grido della terra: un'unica missione profetica.
Sant'Annibale Maria ha insegnato a non girare mai lo sguardo di fronte agli orfani e ai poveri. Oggi, l'insegnamento della Chiesa, in particolare con l'enciclica Laudato si' di papa Francesco, ci ricorda e ci mostra in modo inequivocabile che l'opzione preferenziale per i poveri e gli ultimi è inscindibile dalla cura della nostra Casa comune.
Non possiamo servire gli ultimi ignorando le strutture di peccato che creano ingiustizia sociale e devastazione ambientale. Siamo chiamati a una conversione ecologica integrale, che si traduca in stili di vita più sobri, in una gestione dei beni materiali trasparente ed etica, e in un impegno educativo che promuova la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato; ci obbliga, inoltre, a destare le coscienze di fronte al dramma della miseria ed alle esigenze di giustizia sociale del Vangelo e della Chiesa (S. PAOLO VI, Evangelica testificatio, n.18).
4.Dall’ormai all’eppure: coltivare uno sguardo di speranza teologale.
Il mondo e talora anche la Chiesa, possono apparire stanchi, segnati da una narrazione decadente. Il Documento Capitolare offre un antidoto potente: la profezia dell'eppure.
Eppure, nonostante le fragilità, lo Spirito Santo è all'opera. Non si tratta di un ingenuo ottimismo, ma della virtù teologale della speranza, di cui parla con maestria papa Benedetto XVI nella lettera enciclica Spe salvi: è la certezza che il Signore non abbandona la sua Chiesa e che il seme del Regno cresce silenziosamente nel buio ed unitamente alla zizzania. Il nostro compito è quello di diventare sentinelle che sanno scorgere e indicare i nuovi germogli, che sanno leggere con fede i piccoli segni di vita e che, così facendo, accendono la speranza nel cuore dei fratelli.
5.Una formazione integrale e continua per una missione sinodale.
Nessuno di questi elementi si realizza senza un serio investimento nella formazione. Come ricorda la Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis e le direttive per la vita consacrata, la formazione è un processo che dura tutta la vita e che deve abbracciare tutte le dimensioni della persona: umana e spirituale, intellettuale e pastorale, carismatica ed ecclesiale. Oggi, in particolare, siamo chiamati a formarci per essere uomini di comunione e di dialogo, capaci di gestire i conflitti in modo evangelico, di lavorare in équipe, di discernere ed accompagnare spiritualmente chi ci è affidato, e di usare opportunamente i nuovi linguaggi e i moderni mezzi della comunicazione per diffondere il carisma del Rogate.
Carissimi, come amava dire il nostro santo Fondatore, siamo una piccola carovana che cammina unita, fiduciosa, trovando ristoro e forza nella presenza viva di Gesù nel mistero dell’Eucaristia.
Affidiamo questo nuovo cammino alla Vergine Santissima, Regina e Madre del Rogate, che ci insegna a custodire e meditare ogni cosa nel nostro cuore, a sant'Antonio di Padova, patrono principale della Congregazione, benefattore insigne, potente a sostegno delle nostre attività apostoliche (Costituzioni, 22), ed a sant'Annibale Maria Di Francia, maestro e modello della sequela di Cristo sulla via della santità (Costituzioni, 11), perché ci ottengano un cuore sempre più simile a quello di Cristo, mendicante del Padre e mendicante del cuore dell’uomo (don Luigi Giussani), di cui si è fatto servo.
Con affetto fraterno e grande speranza saluto e benedico tutti.
P. Antonio Leuci, Rcj, Superiore Provinciale
P. Angelo Sardone, Rcj, Segretario Provinciale
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