RIVISTA DI ANIMAZIONE VOCAZIONALE
dire oggi “io credo”
“Credere” è un verbo impegnativo, descrive un atto di fiducia importante, che può segnare un’esistenza. Riferito a persone o cose è facile comprenderlo, più difficile riferito a Dio che non si vede, ma che parla attraverso il suo silenzio. Eppure nonostante ciò milioni di persone di tutto il mondo nella messa domenicale, manifestano la loro fiducia nel Signore attraverso la preghiera del “Credo”, che millersettecento anni fa fu fissata a Nicea e che racchiude tutta l’essenza dell’ essere cristiano. Il primo numero della rivista Rogate ergo del 2026 parte dalla considerazione che la fede è il motore di ogni vocazione. Ma questo pone l’interrogativo di quanto la preghiera del “Credo” può essere ancora sentita e accettato dai giovani oggi che la secolarizzazione ha generato una situazione di crisi e il relativismo impone di rifiutare una sola verità. In proposito l’antropologo Giuseppe Savagnone rileva nell’Editoriale come anche al di fuori del discorso religioso si pensa che ognuno ha la sua verità Il grande rischio è perciò la privatizzazione della fede, in quanto compromette l’idea stessa di vocazione, la quale chiede un’esperienza interiore di affidamento all’amore divino. Il biblista Giuseppe De Virgilio spiega come l’esercizio della fede nei vangeli costiuisce uno dei motivi centrali della missione di Gesù mentre a livello di testimonianza Luigi Boneschi presenta san Tommaso D’aquino come modello di virtù e figura indispensabile a capire “Chi siamo e chi siamo chiamati ad essere”.
Firmano le pagine di questo numero: Domenico Sigalini, Vito Magno, Giosy Cento, Giuseppe De Virgilio,
Giuseppe Savagnone, Mario Oscar Llanos, Antonio Sabetta, Luigi Boneschi, Isabella De Carvaho,
Danilo Zanella, Luciano Cabbia, Luigi Guglielmoni, Fausto Negri, Pina Varlaro




